Regolamento Fondo Faschim: modifiche dal 1 gennaio 2019

Apportate modifiche al regolamento del Fondo Faschim per i lavoratori dell’industria chimica, chimico-farmaceutica, delle fibre chimiche e dei settori abrasivi, lubrificanti e gpl, minerario e coibenti.

Le novità decorrono dal 1 gennaio 2019 e prevedono le seguenti modifiche:

– ISCRIVIBILITA’ PER SOGGETTI IN AFFIDO
E’ prevista l’iscrivibilità come nucleo familiare anche ai soggetti in affido familiare presso iscritti al Fondo.
La durata dell’iscrizione deve essere non oltre il periodo di affidamento
Il tempo tra la data di richiesta dell’iscrizione e il termine del periodo presunto di affido deve essere di almeno 6 mesi.
Si applicano a questa fattispecie, ove riconducibile, tutte le norme previste per i figli.

– MANTENIMENTO ISCRIZIONE A FASCHIM PER DIPENDENTI CHE SONO SOGGETTI A PROCEDURE SOSTITUTIVE DELLA MOBILITA’ E PROCEDURE DI INCENTIVAZIONE ALL’ESODO
E’ stata ampliata la possibilità di mantenere l’iscrizione al Fondo anche ai dipendenti che sono coinvolti negli accordi di incentivazione all’esodo. Il regolamento riporta tutte le possibilità previste per questa casistica.

– MANTENIMENTO ISCRIVIBILITA’ PER DIPENDENTI DELLE ORGANIZZAZIONI SINDACALI FIRMATARIE IL CCNL A CUI SI APPLICA FASCHIM
E’ possibile per i dipendenti di Organizzazioni sindacali firmatarie del ccnl di Faschim iscritti a faschim, in caso di passaggi all’interno della corrispondente Confederazione, mantenere Faschim fatto salvo il fatto che gli venga applicato il CCNL a cui Faschim fa riferimento.

Trattamento dei dati nei rapporti di lavoro

Con riferimento al trattamento dei dati personali nell’ambito del rapporto di lavoro, si forniscono alcune indicazioni del Garante.

Le prescrizioni del Garante si applicano nei confronti di coloro che, a vario titolo (titolare/responsabile), effettuano trattamenti per finalità d’instaurazione, gestione ed estinzione del rapporto di lavoro:
– agenzie per il lavoro e altri soggetti che svolgono, nell’interesse di terzi, attività di intermediazione, ricerca e selezione del personale o supporto alla ricollocazione professionale;
– persone fisiche e giuridiche, imprese, anche sociali, enti, associazioni e organismi che sono parte di un rapporto di lavoro o che utilizzano prestazioni lavorative anche atipiche, parziali o temporanee, o che comunque conferiscono un incarico professionale;
– organismi paritetici o che gestiscono osservatori in materia di lavoro, previsti dalla normativa dell’Unione europea, dalle leggi, dai regolamenti o dai contratti collettivi anche aziendali; rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, anche territoriale e di sito;
– soggetti che curano gli adempimenti in materia di lavoro, di previdenza ed assistenza sociale e fiscale nell’interesse di altri soggetti che sono parte di un rapporto di lavoro dipendente o autonomo;
– associazioni, organizzazioni, federazioni o confederazioni rappresentative di categorie di datori di lavoro, al solo fine di perseguire scopi determinati e legittimi individuati dagli statuti di associazioni, organizzazioni, federazioni o confederazioni rappresentative di categorie di datori di lavoro o dai contratti collettivi in materia di assistenza sindacale ai datori di lavoro;
– medico competente in materia di salute e sicurezza sul lavoro, che opera in qualità di libero professionista o di dipendente del datore di lavoro o di strutture convenzionate.
I dati personali si riferiscono a candidati all’instaurazione dei rapporti di lavoro di cui alle lettere precedenti, anche in caso di curricula spontaneamente trasmessi dagli interessati ai fini dell’instaurazione di un rapporto di lavoro; lavoratori subordinati, anche se parti di un contratto di apprendistato, di formazione, a termine, di lavoro intermittente, di lavoro occasionale, ovvero prestatori di lavoro nell’ambito di un contratto di somministrazione di lavoro, o in rapporto di tirocinio, ovvero ad associati anche in compartecipazione; consulenti e liberi professionisti, agenti, rappresentanti e mandatari; soggetti che svolgono collaborazioni organizzate dal committente, o altri lavoratori autonomi in rapporto di collaborazione, anche sotto forma di prestazioni di lavoro accessorio; persone fisiche che ricoprono cariche sociali o altri incarichi nelle persone giuridiche, negli enti, nelle associazioni; terzi danneggiati nell’esercizio dell’attività lavorativa o professionale dai soggetti menzionati; terzi per il rilascio di agevolazioni e permessi.

Il datore di lavoro tratta dati che rivelano le convinzioni religiose o filosofiche ovvero l’adesione ad associazioni od organizzazioni a carattere religioso o filosofico esclusivamente in caso di fruizione di permessi in occasione di festività religiose o per le modalità di erogazione dei servizi di mensa o, nei casi previsti dalla legge, per l’esercizio dell’obiezione di coscienza; tratta dati che rivelano le opinioni politiche o l’appartenenza sindacale, o l’esercizio di funzioni pubbliche e incarichi politici, di attività o di incarichi sindacali esclusivamente ai fini della fruizione di permessi o di periodi di aspettativa riconosciuti dalla legge o, eventualmente, dai contratti collettivi anche aziendali nonché per consentire l’esercizio dei diritti sindacali compreso il trattamento dei dati inerenti alle trattenute per il versamento delle quote di iscrizione ad associazioni od organizzazioni sindacali; ancora, lo stesso datore in caso di partecipazione di dipendenti ad operazioni elettorali in qualità di rappresentanti di lista, in applicazione del principio di necessità, non deve trattare nell’ambito della documentazione da presentare al fine del riconoscimento di benefici di legge, dati che rivelino le opinioni politiche (ad esempio, non deve essere richiesto il documento che designa il rappresentate di lista essendo allo scopo sufficiente la certificazione del presidente di seggio). Non può trattare, inoltre, dati genetici al fine di stabilire l’idoneità professionale di un dipendente, neppure con il consenso dell’interessato.

Retribuzioni per gli operai agricoli e florovivaisti di L’Aquila

Si riportano le tabelle retributive vigenti, come modificate dall’accordo di rinnovo del CIPL per gli operai agricoli e florovivaisti della provincia di L’Aquila

Il giorno 6/11/2018, tra la CONFAGRICOLTURA L’Aquila (U.P.A.), la FEDERAZIONE PROVINCIALE COLDIRETTI L’Aquila, la CONFEDERAZIONE ITALIANA AGRICOLTORI (C.I.A. Provincia di L’Aquila-Teramo) e la FLAI-CGIL della Provincia di L’Aquila, la FAI-CISL della Provincia di L’Aquila, la UILA-UIL della Provincia di L’Aquila, si è sottoscritto il Verbale di accordo per il rinnovo del CIPL 25/1/2013 per gli operai agricoli e florovivaisti della provincia di L’Aquila.
Le parti, per quanto riguarda nello specifico la parte retributiva, hanno disposto un aumento delle paghe pari al 2% a decorrere dall’1/11/2018.
Pertanto le tabelle salariali vigenti sono le seguenti:

OPERAI AGRICOLI E FLOROVIVAISTI A TEMPO INDETERMINATO

Area Professionale

Qualifica

Salario Prov.le al 30/6/2018

Aumento Nazionale 1,7% dal 1/11/2018

Salario Prov.le dal 1/7/2018

Aumento CPL 2% dal 01/11/2018

Totale salario

AREA l Specializ. Super 1.524,05 25,91 1.549,96 31,00 1.580,96
Specializzato 1.461,47 24,84 1.486,31 29,73 1.516,04
Qualificato Super 1.405,31 23,89 1.429,20 28,58 1.457,78
AREA ll Qualificato 1.337,02 22,73 1.359,75 27,19 1.386,94
AREA lll Comune 1.222,89 20,79 1.243,68 24,87 1.268,55

OPERAI AGRICOLI E FLOROVIVAISTI A TEMPO DETERMINATO

Area Professionale

Qualifica

Salario Prov.le al 1/7/2018

3° Elem. 30,44% al 1/7/2018

Salario Prov.le al 1/7/2018

Aumento CPL 2% 1/11/2018

3° Elem. 30,44% al 1/11/2018

Totale Salario dal 1/11/2018

TFR 1/11/2018

Paga oraria dal 1/11/2018

AREA l Specializ. Super 61,27 18,65 79,92 1,23 0,37 81,52 5,39 12,54
Specializzato 59,61 18,15 77,76 1,19 0,36 79,31 5,25 12,20
Qualificato Super 56,51 17,20 73,71 1,13 0,34 75,19 4,97 11,57
AREA ll Qualificato 54,18 16,49 70,67 1,08 0,33 72,09 4,77 11,09
Comune 49,49 15,06 64,55 0,99 0,30 65,85 4,36 10,13
AREA lll Comune “A” 38,68 11,77 50,45 0,77 0,24 51,46 3,40 7,92

CCNL Credito Cooperativo: firmato accordo di rinnovo

Siglato il 9/1/2019, tra FEDERCASSE e FABI, FIRST-CISL, FISAC-CGIL, UILCA, l’accordo di rinnovo del CCNL per i quadri direttivi e per il personale delle aree professionali delle Banche di Credito Cooperativo Casse Rurali, con scadenza al 31/12/2019.

Trattamento economico

Con riferimento all’Elemento Distinto della Retribuzione (EDR) di cui all’accordo di rinnovo del CCNL del 21/12/2012, le Parti ne stabiliscono la tabellizzazione a decorrere dall’1/1/2019.
A far tempo dall’1/1/2019 la voce stipendio è incrementata di euro 85 mensili (per 13 mensilità) con riferimento al lavoratore inquadrato nella 3.a area professionale, 4° livello retributivo, come risultante dalla seguente Tabella.
Gli incrementi retributivi di cui al comma che precede sono relativi a ciclicità negoziale conclusasi al 31/12/2018.

ALLEGATO 1

 

Voce Stipendio 2012

EDR

Tabellizzazione EDR

Incremento 1/1/2019

Voce stipendio 2019

QUADRI DIRETTIVI          
4° livello 3.946,41 238,70 4.185,11 135,15 4.320,26
3° livello 3.342,87 209,59 3.552,46 114,72 3.667,18
2° livello 2.984,11 186,30 3.170,41 102,40 3.272,81
1° livello 2.807,27 179,32 2.986,59 96,45 3.083,04
3.A AREA PROFESSIONALE          
4° livello 2.461,90 170,00 2.631,90 85,00 2.716,90
3° livello 2.290,06 151,37 2.441,43 78,85 2.520,28
2° livello 2.160,99 145,55 2.306,54 74,49 2.381,03
1° livello 2.048,65 139,73 2.188,38 70,67 2.259,05
2.A AREA PROFESSIONALE          
2° livello 1.924,59 132,74 2.057,33 66,44 2.123,77
1° livello 1.800,52 124,59 1.925,11 62,17 1.987,28
1.A AREA PROFESSIONALE          
livello unico 1.676,47 116,44 1.792,91 57,91 1.850,82
LIVELLO RETRIBUTIVO DI INSERIMENTO PROFESSIONALE          
3.a Area 1° livello 1.679,89 114,58 1.794,47 63,61 1.858,08

Apprendistato professionalizzante

L’apprendistato professionalizzante è finalizzato al conseguimento di una qualifica professionale ai fini contrattuali corrispondente ai profili professionali rientranti nella 3.a area professionale.
Ai sensi dell’art. 42, comma 5, lett. b), D.Lgs. n. 81/2015, durante il rapporto di apprendistato il lavoratore è inquadrato, i primi diciotto mesi, al livello retributivo immediatamente inferiore rispetto a quello al cui conseguimento è finalizzato il contratto. Trascorso detto termine, viene attribuito all’interessato il trattamento economico tabellare – da riconoscere con assegno temporaneo – corrispondente, al netto, a quello del livello retributivo al cui conseguimento è finalizzato il contratto stesso.
In deroga a quanto previsto ai commi che precedono, i lavoratori di cui all’art. 3, comma 3, primo alinea del presente contratto sono inquadrati, per i primi diciotto mesi di apprendistato, nel primo livello retributivo della 2.a area professionale e, per gli ulteriori diciotto mesi, al secondo livello retributivo della 2.a area professionale.

Politiche attive per l’occupazione

Per il periodo di vigenza del presente contratto, le Aziende non utilizzeranno i seguenti istituti: apprendistato per l’espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione, contratto di somministrazione di lavoro a tempo indeterminato, lavoro intermittente e lavoro ripartito.
Viceversa, considerato il complessivo equilibrio delle soluzioni normative convenute tra le Parti in materia di occupazione, le Aziende potranno utilizzare gli altri strumenti di flessibilità nell’accesso al lavoro disciplinati da norme di legge e di contratto.
Ai lavoratori assunti con livello retributivo di inserimento, in servizio alla data del 31/12/2018, a decorrere dall’1/1/2020 verrà riconosciuto il livello retributivo corrispondente al 1° livello della Terza Area Professionale.

Trasferimenti

Il trasferimento del lavoratore, ad eccezione di quelli inquadrati nel 3° e 4° livello dei quadri direttivi, che abbia compiuto i 45 anni di età ed abbia maturato almeno 22 anni di servizio non può essere disposto senza il consenso del lavoratore stesso. Questa disposizione non si applica nei casi di trasferimento ad unità produttiva situata in comune diverso, che disti meno di 50 chilometri dalla precedente sede di lavoro, e di trasferimento di personale preposto o da preporre a succursali.
II trasferimento, da Comune a Comune, va comunicato per iscritto con un preavviso di 1 mese.
In caso di trasferimento, da comune a comune, che non avvenga su richiesta del lavoratore ma sia disposto dall’Azienda e che comporti effettivo cambio di residenza, vanno corrisposti:
1) se il lavoratore non ha familiari conviventi verso i quali sia tenuto agli alimenti:
a) il rimborso delle spese effettive di viaggio, come alla lett. a) del precedente art. 60;
b) il rimborso delle spese effettive per il trasporto del mobilio e dei bagagli e la relativa assicurazione;
c) il rimborso dell’eventuale perdita di pigione in quanto non sia stato possibile sciogliere la locazione o far luogo a sublocazione, col massimo di un anno;
d) diaria e relativa integrazione previste dallo stesso art. 60 per il tempo strettamente necessario al trasloco con un minimo di 5 giorni.
2) se il lavoratore ha familiari conviventi verso i quali sia tenuto agli alimenti:
a) il rimborso delle spese effettive di viaggio come alla lett. a) del precedente art. 60 per sé e per le persone di famiglia conviventi, compresa l’eventuale persona di servizio;
b) il rimborso delle spese effettive per il trasporto del mobilio e dei bagagli e la relativa assicurazione;
c) il rimborso della eventuale perdita di pigione in quanto non sia stato possibile sciogliere la locazione o far luogo a sublocazione, col massimo di un anno;
d) diaria e relativa integrazione previste dallo stesso art. 60 per il tempo strettamente necessario per la sistemazione nella residenza con un minimo di giorni 20 ed un massimo normalmente di 40 giorni, più tante diarie e relative integrazioni – nella misura del 60 per cento delle predette – quante sono le persone di famiglia trasferite, compresa la persona di servizio, per il tempo strettamente necessario al trasloco.
Al lavoratore trasferito spetta inoltre un contributo pari alla differenza tra l’ultimo canone di locazione (comprese le spese accessorie) che ha pagato nella precedente residenza ed il primo canone di locazione (comprese le spese accessorie) che pagherà in quella nuova.
Sempre a condizione che il trasferimento comporti l’effettivo cambio di residenza, i quadri direttivi, hanno diritto, inoltre, ad una indennità una tantum pari a:
– una mensilità e mezza, qualora l’effettivo cambio di residenza concerna il solo interessato; detta indennità è aumentata a due mensilità se la distanza della piazza (Comune) di destinazione è superiore ai 100 km., secondo il percorso più diretto effettuabile con mezzo pubblico;
– quattro mensilità, qualora l’effettivo cambio di residenza concerna anche i familiari conviventi e i parenti conviventi verso i quali l’interessato abbia l’obbligo degli alimenti; detta indennità è pari a cinque mensilità se la distanza della piazza (Comune) di destinazione è superiore ai 100 km., secondo il percorso più diretto effettuabile con mezzo pubblico.

Procedimenti disciplinari successivi: possibile intimare un secondo licenziamento con diversa motivazione

Il datore di lavoro, qualora abbia già intimato al lavoratore il licenziamento per una determinata causa o motivo, può legittimamente intimargli un secondo licenziamento, fondato su una diversa causa o motivo, restando quest’ultimo del tutto autonomo e distinto rispetto al primo.

Una Corte di appello territoriale aveva rigettato integralmente le domande di un lavoratore volte a ottenere la dichiarazione di nullità o illegittimità del licenziamento per giusta causa allo stesso intimato, nelle more del giudizio instaurato a seguito di un primo licenziamento, per avere, in qualità di responsabile di agenzia di istituto bancario, prestato assenso alla cancellazione di una ipoteca, nonostante il permanere di un ingente debito nei confronti della banca. La Corte rilevava innanzitutto come gli addebiti posti alla base e a giustificazione dei due licenziamenti fossero del tutto diversi. Altresì, la contestazione che aveva condotto al secondo di essi, non poteva considerarsi tardiva, posto che i fatti, che le avevano dato causa, erano stati compiutamente accertati soltanto a seguito di un’indagine ispettiva conclusasi in un certo lasso di tempo e che la Banca era connotata da un’organizzazione aziendale complessa.
Ricorre così in Cassazione il lavoratore lamentando che la Corte di merito avesse posto a sostegno della propria decisione fatti attinenti all’organizzazione aziendale non allegati, né provati, dal datore di lavoro, nonostante la specifica eccezione reiteratamente formulata sul punto.
Per la Suprema Corte il ricorso va rigettato, in quanto, nelle more del procedimento, si è accertata con sentenza definitiva la legittimità della prima risoluzione del rapporto di lavoro. Al riguardo, si rammenta che il datore di lavoro, qualora abbia già intimato al lavoratore il licenziamento per una determinata causa o motivo, può legittimamente intimargli un secondo licenziamento, fondato su una diversa causa o motivo, restando quest’ultimo del tutto autonomo e distinto rispetto al primo. Entrambi gli atti di recesso sono in sé astrattamente idonei a raggiungere lo scopo della risoluzione del rapporto, dovendosi ritenere il secondo licenziamento produttivo di effetti solo nel caso in cui venga riconosciuto invalido o inefficace il precedente.

Elemento di garanzia retributiva per i dipendenti del CCNL Tessili Piccola industria

A gennaio spetta l’elemento di garanzia retributivaagli addetti alle piccole e medie industrie del settore tessile-abbigliamento-moda, calzature, pelli e cuoio, penne, spazzole e pennelli, occhiali, giocattoli

Ai fini dell’effettività della diffusione della contrattazione aziendale, a favore dei lavoratori privi della contrattazione aziendale stessa e che non percepiscono altri trattamenti economici individuali o collettivi oltre a quanto spettante in base al contratto nazionale, sarà riconosciuto un importo a titolo di “elemento di garanzia retributiva” pari ad euro 240, uguale per tutti i lavoratori. Verrà erogato con la retribuzione del mese di gennaio ai lavoratori in forza il 1° gennaio dello stesso anno di erogazione ed aventi titolo in base alla situazione retributiva individuale rilevata nell’ultimo quadriennio e scadente l’anno precedente l’erogazione stessa con assorbimento fino a concorrenza dell’E.G.R. di quanto individualmente erogato.

Dal 28 gennaio al via la domanda per il bonus asilo nido 2019

Con riferimento al bonus asilo nido 2019, dalle ore 10 del prossimo 28 gennaio è attivo il servizio online per richiederlo.

Il bonus, fino a un importo massimo di 1.500 euro su base annua, può essere corrisposto, previa presentazione della domanda da parte del genitore, a beneficio di bambini nati, adottati o affidati dal 1° gennaio 2016 per contribuire al pagamento delle rette degli asili nido pubblici e privati autorizzati (cosiddetto contributo asilo nido) e in favore dei bambini di età inferiore a tre anni, impossibilitati a frequentare gli asili nido in quanto affetti da gravi patologie croniche, per i quali le famiglie si avvalgono di servizi assistenziali domiciliari.
Per la presentazione della domanda, il richiedente il contributo asilo nido dovrà allegare la documentazione comprovante il pagamento almeno della retta relativa al primo mese di frequenza per cui si richiede il beneficio oppure, nel caso di asili nido pubblici che prevedono il pagamento delle rette posticipato rispetto al periodo di frequenza, la documentazione da cui risulti l’iscrizione.
Per i bambini di età inferiore ai 3 anni impossibilitati a frequentare gli asili nido, per la presentazione della domanda, il richiedente dovrà allegare l’attestazione, rilasciata dal pediatra di libera scelta, che attesti l’impossibilità del bambino di frequentare l’asilo nido per l’intero anno solare di riferimento, a causa di una grave patologia cronica.

Incentivi statali alla stabilizzazione di Lavoratori Socialmente Utili

La legge di bilancio 2019, art. 1, commi 446 – 449 reca norme concernenti le procedure di assunzione a tempo indeterminato di Lavoratori Socialmente Utili e di Pubblica Utilità. Il Ministero del lavoro fornisce i primi chiarimenti in materia, specialmente in relazione ai processi di stabilizzazione dei medesimi soggetti in corso di svolgimento nelle Regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sardegna, incentivati con le risorse statali del Fondo Sociale per Occupazione e Formazione.

L’art. 1, lett. h), co. 446, legge 30 dicembre 2018, n. 145 tra le condizioni previste per le assunzioni a tempo indeterminato di Lavoratori Socialmente Utili e di Pubblica Utilità, da parte di pubbliche amministrazioni nel triennio 2019-2021 e nelle more del completamento di tali procedure, prevede la proroga, fino al 31 ottobre 2019, “da parte di enti territoriali e degli enti pubblici interessati, delle convenzioni e degli eventuali contratti a tempo determinato”.
Nelle more del completamento delle procedure di stabilizzazione, le convenzioni stipulate per garantire la prosecuzione delle attività e il pagamento degli assegni ASU/ANF, sono prorogate fino al 31 ottobre 2019. Inoltre, rispetto alla proroga dei “contratti a tempo determinato”, si precisa che rientrano nel campo di applicazione della norma – e, quindi, sono prorogati fino al 31 ottobre 2019 – esclusivamente quelli dei Lavoratori Socialmente Utili ex articolo 2, comma 1 del decreto legislativo 28 febbraio 2000, n. 81 ed ex articolo 7 del decreto legislativo 1° dicembre 1997 n. 468 nonché dei Lavoratori di Pubblica Utilità ex articolo 3, comma 1 del decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 280, stipulati nel 2018 ai sensi dell’art. 1, comma 224 della legge 27 dicembre 2017, n. 205 presso gli enti pubblici della Regione Calabria, nella misura stabilita per ognuno di questi dal Decreto del Direttore Generale degli Ammortizzatori Sociali e degli Incentivi all’Occupazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 17 dicembre 2014 riparametrata nel 2019 in base alla durata della proroga e, comunque, entro i limiti complessivi dello stanziamento di cui all’articolo 1, comma 1156, lettera g-bis), della legge 27 dicembre 2006, n. 296, per l’annualità 2019, a carico del quale è posta la relativa spesa.
L’art. 1, con i commi 447 e 448 reca disposizioni inerenti le procedure di stabilizzazione del personale LSU/LPU vigenti dal 1° gennaio 2019. Restano fuori dal loro ambito di applicazione le procedure per assunzioni a tempo indeterminato di Lavoratori Socialmente Utili ex art. 2, comma 1 del decreto legislativo 28 febbraio 2000, n. 81, incentivate con le risorse statali del Fondo Sociale per Occupazione e Formazione ed avviate sulla base di programmi, bandi, avvisi pubblici etc., adottati negli scorsi anni dalle Regioni e, soprattutto nel 2018, ai sensi dell’art. 1, comma 1156, lett. g-bis) della legge 27 dicembre 2006, n. 296 e del Decreto del Direttore Generale degli Ammortizzatori Sociali e della Formazione 7 agosto 2018 destinate a completarsi nel 2019 e/o nelle prossime annualità (Circolare Ministero lavoro n. 1/2019).
 

Nuovo accordo per gli impiegati agricoli di Cremona

Stipulato il 7/12/2018, tra la Libera Associazione Agricoltori Cremonesi, la CIA Est Lombardia e Confederdia, FAI-CISL Asse del Po, FLAI-CGIL Cremona e UILA Brescia-Cremona, l’accordo per il rinnovare del CIPL del 7/8/2014 per i quadri e gli impiegati agricoli della provincia di Cremona

Decorrenza
L’accordo di rinnovo fatte salve le specifiche decorrenze espressamente previste, ha durata quadriennale e decorre dall’1/1/2018 con scadenza al 31/12/2021, mantenendo la sua efficacia economica fino al rinnovo successivo.

Quadri
Secondo quanto previsto dall’art. 17 del CCNL del 23/2/2017, viene recepito il nuovo livello retributivo del quadro.

Retribuzione
Verrà corrisposto l’aumento del 3,00% della vigente retribuzione contrattuale mensile al 31/12/2018 con decorrenza dal 1/1/2019. Per i dipendenti in forza alla data di sottoscrizione dell’accordo è prevista l’erogazione di una somma “una tantum” di euro 150,00 a copertura dell’anno 2018, con la mensilità di Dicembre 2018.

Indennità di cassa
A decorrere dal periodo di paga”Gennaio 2019 agli impiegati cui è affidata la mansione di Cassiere è riconosciuta una indennità mensile (per 12 mensilità) nella misura di euro 50,00.

Salute e Sicurezza
Il datore di lavoro stipulerà una polizza assicurativa in favore dei propri dipendenti che sono esposti al rischio di responsabilità penale e civile verso terzi che svolgono l’incarico di R.S.P.P. ai sensi del D.Lgs. 81/2018.

Firmato accordo di rinnovo del CCNL Telefonici

10 gen 2019 Siglato il 9/1/2019, tra la TIM S.p.A. assistita da Unindustria Roma e la SLC-CGIL, la FISTEL-CISL, la UILCOM-UIL e UGL Telecomunicazio .unitamente al Coordinamento Nazionale RSU, l’accordo di rinnovo in un’ottica di miglioramento delle condizioni competitive dell’Azienda e di valorizzazione delle risorse umane.

Seguono i punti trattati nel rinnovo.

Ferie

Con esclusivo riferimento al personale appartenente alle strutture c.d. “non operative”, fatta eccezione per coloro che siano chiamati a garantire la propria presenza in servizio per specifiche esigenze di carattere tecnico-organizzativo, sono considerate ferie per chiusura collettiva i seguenti periodi:
a) la settimana comprensiva del 15 agosto;
b) ulteriori cinque giornate di norma contigue a festività nazionali.
Al riguardo, entro il mese di dicembre di ciascun anno le Parti si incontreranno per individuare le date delle giornate di ferie per chiusura collettiva per l’anno successivo. Inoltre, entro il mese di marzo di ciascun anno, l’Azienda pubblicherà sulla intranet aziendale l’elenco delle strutture c.d. “non operative”.
Per l’anno 2019 le giornate di ferie per chiusura collettiva di cui alla lettera b) del presente punto sono le seguenti: 26 aprile; 2 maggio; 23, 24 e 27 dicembre.

Ferie ex Accordo 11/6/2018

Ferma restando la spettanza annua dei giorni di ferie prevista dal CCNL TLC, a far data dall’1/1/2019 al personale di TIM S.p.A. saranno riconosciute due giornate aggiuntive a titolo di “Ferie ex accordo 11/6/2018” in ragione d’anno.

Permessi annui retribuiti

Al personale di TIM S.p.A. con rapporto di lavoro full time sono riconosciute – in ragione d’anno e dell’effettivo servizio prestato – 32 ore di permesso annuo retribuito, in sostituzione delle festività religiose soppresse ex Lege n. 54/1977.
Tali permessi devono intendersi riproporzionati nei confronti del personale con rapporto di lavoro part-time.

Permessi retribuiti individuali

Dall’1/1/2019 al personale full time di TIM S.p.A., saranno riconosciute ulteriori 8 ore a titolo di “permessi retribuiti individuali” in ragione d’anno.
Tali ore sono riproporzionate nei confronti del personale assunto o cessato dal servizio in corso d’anno, nonché del personale con rapporto di lavoro part-time.

Conto ore individuale

Eventuali permessi annui retribuiti e permessi retribuiti individuali che risultassero eccezionalmente non fruiti al 31 dicembre dell’anno di maturazione confluiranno nel conto ore individuale. Tale residuo non sarà più nella disponibilità del dipendente né potrà essere monetizzato e l’Azienda ne disporrà la relativa fruizione inderogabilmente entro il 30 aprile dell’anno successivo a quello di maturazione.
Esclusivamente a valere per l’anno 2019, eventuali residui presenti nel Conto ore individuale all’1/1/2019 potranno essere fruiti dal lavoratore entro il 30/6/2019. Oltre tale data, eventuali ulteriori residui non saranno più nella disponibilità del dipendente né potranno essere monetizzati e l’Azienda ne disporrà la relativa fruizione inderogabilmente entro il 31/12/2019.
In casi straordinari di lunga assenza dal servizio a titolo di malattia, di infortunio o maternità, le ore di permesso eccezionalmente non fruite nell’anno di maturazione dovranno essere prontamente godute al rientro in servizio del dipendente.

Norma transitoria “Bonus 2019”

In coerenza con le specifiche finalizzate ad assicurare l’invarianza complessiva delle spettanze per l’anno 2019, le due giornate aggiuntive di permesso retribuito individuale previste per coloro che abbiano fruito – entro il 31/12/2018 – di tutti i permessi accantonati nel Conto ore individuale, sono assorbite dalle due giornate di “ferie ex accordo 11/6/2018”.
Resta peraltro confermato – per coloro che al 30/9/2018 abbiano pianificato almeno il 75% della spettanza 2018 dei permessi annui retribuiti e ne abbiano fruito entro il 31/12/2018 – il riconoscimento di una giornata aggiuntiva di permesso retribuito individuale (“Bonus 2019”) e che la predetta giornata non sarà riconosciuta laddove la fruizione dei permessi sia avvenuta, totalmente o parzialmente, a seguito di programmazione da parte dell’Azienda. Tale bonus dovrà essere fruito a giornata intera entro il 30/6/2019, a pena di decadenza e senza alcuna forma di monetizzazione o indennizzo.
II “Bonus 2019” deve essere richiesto dal dipendente con congruo anticipo, autorizzato dall’Azienda compatibilmente con le esigenze di servizio e fruito entro il 30/6/2019.

Bonus fruizione spettanze

Ai lavoratori che fruiscano nell’anno di competenza/maturazione delle intere spettanze previste dal presente Accordo, saranno riconosciute 4 ore di permesso retribuito individuale a titolo di “bonus fruizione spettanze”.
Tali ore sono riproporzionate nei confronti del personale assunto in servizio in corso d’anno, nonché del personale con rapporto di lavoro part-time.
II “bonus fruizione spettanze” dovrà essere fruito entro il 31 dicembre del medesimo anno di riconoscimento.
La previsione di cui al presente capitolo troverà applicazione a partire dal 1/1/2020 con riferimento alle spettanze del 2019.

Festività nazionale del 6/1/2019 – norma transitoria 2019

In relazione alla festività nazionale del 6/1/2019 cadente di domenica, al personal sarà data la possibilità su base volontaria di usufruire, di un giorno di permesso retribuito non monetizzabile. Lo stesso dovrà essere fruito a giornata intera entro e non oltre il 31/12/2019.

Festività nazionale del 2/6/2019 – norma transitoria 2019

In relazione alla festività nazionale del 2/6/2019 cadente di domenica, saranno riconosciute a tutto il personale:
a) un giorno di permesso retribuito;
b) 4 ore di permessi retribuiti, riproporzionati nei confronti del personale con rapporto di lavoro part-time.