Nuova procedura utilizzo FSBA per le aziende artigiane del Veneto

Siglato il 10/1/2019, tra la CONFARTIGIANATO IMPRESE VENETO, la CNA del Veneto, la CASARTIGIANI del Veneto e la CGIL Regionale Veneto, la CISL Regionale Veneto, la UIL Regionale Veneto, Regionale Veneto, l’accordo interconfederale regionale sulla procedura in sede sindacale per l’utilizzo di FSBA durante le sospensioni per mancanza di lavoro.

La suddetta procedura si applica nei confronti dei datori di lavoro che rientrano nel campo di applicazione di FSBA.
Il ricorso alle prestazioni di FSBA è ammesso nei seguenti casi:
– Situazione aziendale dovuta ad eventi transitori non imputabile all’impresa o ai dipendenti, ivi comprese le situazioni climatiche
– Situazioni temporanee di mercato
L’esistenza della causale di intervento sarà attestata dalle parti all’atto della sottoscrizione dell’accordo sindacale.
Le parti convengono che, vista l’oggettiva impossibilità di attivare procedure sindacali nel caso di sospensioni dal lavoro dovute ad eventi climatici e visto il Regolamento di FSBA, il verbale di accordo sindacale sia sostituito da una comunicazione dell’impresa da inviare all’EBAV entro il settimo giorno successivo a quello in cui è cessato l’evento climatico che ha dato luogo alla sospensione dei lavoratori.
Il Fondo eroga le seguenti prestazioni di sostegno al reddito:
– assegno ordinario;
– assegno di solidarietà.
Secondo quanto previsto dal regolamento, la durata delle prestazioni è la seguente:
– 20 settimane per l’assegno ordinario, pari a 100 giornate di effettivo utilizzo per orario settimanale distribuito su 5 giorni e pari a 120 giornate di effettivo utilizzo per orario di lavoro distribuito su 6 giorni,
– 26 settimane per l’assegno di solidarietà, pari a 130 giornate di effettivo utilizzo per orario di lavoro settimanale distribuito su 5 giorni e pari a 156 giornate di effettivo utilizzo per orario di lavoro distribuito su 6 giorni;
Tali periodi devono intendersi conteggiati nel biennio mobile in capo all’azienda.
Il biennio mobile va calcolato dal giorno di effettiva fruizione della prestazione.
Ogni giornata che presenti una qualsiasi riduzione dell’orario giornaliero applicato equivale ad una giornata di sospensione.
Le suddette prestazioni non si possono cumulare e, nel biennio mobile, sono alternative fra loro.
Secondo quanto previsto dal Regolamento, e sulla base della delibera del Consiglio Direttivo di FSBA del 15/3/2018 l’ammontare dell’assegno ordinario sarà pari all’80% della retribuzione che sarebbe spettata per le ore non prestate, comprese nei periodi segnalati dall’accordo sindacale, tra le ore zero ed il limite di orario contrattuale entro il limite di importo massimo mensile di € 982,40 (da rapportare su base oraria) e successivi adeguamenti, calcolato secondo le indicazioni fornite da FSBA. L’ammontare dell’assegno di solidarietà sarà pari all’80% della retribuzione che sarebbe spettata per le ore non prestate nei limiti stabiliti dall’art. 31 del D.Lgs 148/2015 entro il limite di importo massimo mensile di € 982,40 (da rapportare su base oraria) e successivi adeguamenti.
L’impresa che deve operare una sospensione/riduzione di orario ne darà preventivamente comunicazione in modo congiunto a CGIL, CISL e UIL provinciali/area vasta (interprovinciali) ed a una delle associazioni artigiane provinciali aderenti alle Federazioni Regionali che hanno sottoscritto il presente accordo, specificando la/le organizzazione/i sindacale/i che ha/hanno eventualmente stipulato accordi di accesso ad ammortizzatori sociali per la stessa azienda. Le predette comunicazioni dovranno avvenire attraverso una modalità che ne permetta la tracciabilità (pec, fax, raccomandata a mano etc)
A conclusione della procedura verrà stipulato un accordo sindacale.
Secondo quanto previsto dal Regolamento FSBA, l’accordo sindacale deve essere sottoscritto preventivamente rispetto all’inizio del periodo di sospensione.
Non è prevista alcuna procedura nel caso di fermata produttiva legata ad eventi climatici. Successivamente alla stipula dell’accordo, l’azienda provvederà direttamente o per il tramite dello Studio/servizio associativo, ad effettuare tutti gli adempimenti necessari per consentire la liquidazione ai dipendenti del sussidio FSBA da parte di EBAV. Tali adempimenti sono svolti in via telematica utilizzando il portale FSBA al quale si accede anche attraverso una specifica sezione del sito di Ebav.
Fermo restando che le modifiche apportate al regolamento hanno le decorrenze previste dalla delibera del CdA, la presente procedura, nella parte relativa all’utilizzo ai verbali, entra in vigore per le consultazioni che iniziano dall’11/1/2019.
La CNA veneto provvederà a consegnare ad Ebav il testo dell’accordo.

ERT da gennaio 2019 per i dipendenti del CCNL Autostrade

Dal mese di gennaio 2019 spetta, al personale dipendente da Società e consorzi concessionarie di Autostrade e Trafori, un elemento Retributivo Temporaneo in attesa del rinnovo del CCNL

Gli importi in parola sono erogati mensilmente a decorrere dalla retribuzione relativa al mese di gennaio 2019, e non determinano alcun riflesso retributivo sugli istituti contrattuali e di legge, ivi compreso il TFR.

A

Minimi Tabellari mensili 31/12/2018

B

Indennità di contingenza mensile

Totale C (A+B)

Indice Ipca 2019 (1,4%) 100% su colonna C

Importi “ERT

art.46″ gennaio/giugno 2019 (30% Indice Ipca)

Importi “ERT art.46” da luglio 2019 (60% Indice Ipca)

LIVELLI Parametri
A 235 2.486,08 539,82 3.025,90 42,36 12,71 25,42
A1 210 2.221,61 533,72 2.755,33 38,57 11,57 23,14
B 185 1.957,10 529,40 2.486,50 34,81 10,44 20,89
B1 169 1.787,88 525,33 2.313,21 32,38 9,71 19,43
C 148 1.565,70 522,02 2.087,72 29,23 8,77 17,54
C1 135 1.428,18 519,97 1.948,15 27,27 8,18 16,36
D 100 1.057,89 514,29 1.572,18 22,01 6,60 13,21

Accordo per il Personale Odontoiatrico del CCNL Studi Professionali

Sottoscritto il 12/12/2018, tra CONFPROFESSIONI e FILCAMS-CGIL, FISASCAT-CISL, UILTUCS, l’accordo sul Personale del Settore Odontoiatrico

L’accordo del 12 dicembre 2018 sottoscritto nell’ambito del CCNL Studi Professionali, ha ad oggetto la classificazione del personale del Settore Odontoiatrico, introducendo disposizioni che hanno carattere sperimentale: in occasione del rinnovo del CCNL le parti regoleranno in modo definitivo la materia.

Profili professionali
Le Parti, per effetto del DPCM del 9/2/2018 che riconosce la figura dell’Assistente di Studio Odontoiatrico (ASO), avvertono la necessità di realizzare un adeguamento della normativa contrattuale al fine di consentire una corretta applicazione della stessa. Pertanto, convengono di intervenire sulla Classificazione del personale del Settore Odontoiatrico di cui al CCNL Studi Professionali del 17/4/2015, inserendo i seguenti profili professionali:
– nel Livello IV: l’ASO;
– nel Livello IV Super: l’ASO con esperienza di almeno ventiquattro mesi nello svolgimento delle mansioni di cui al livello IV;
– nel Livello III: l’ASO con esperienza di almeno ventiquattro mesi nello svolgimento delle mansioni di cui al livello IV Super.

Inoltre nel Livello IV, viene altresì inserita una figura di collaboratore di area odontoiatrica definita dal seguente profilo professionale “Collaboratore di settore odontoiatrico che sotto la responsabilità e le direttive dell’odontoiatra svolge funzioni di supporto alle attività tipiche e caratteristiche del medesimo” attraverso la quale le parti intendono favorire l’occupazione negli studi odontoiatrici.
Le parti, anche al fine di monitorare e tutelare lo sviluppo del mercato del lavoro del comparto, si impegnano a favorire l’acquisizione di adeguate competenze da parte di tale figura promuovendone la progressione professionale. Entro 60 gg dalla sottoscrizione dell’intesa sarà definito a questo scopo uno specifico percorso formativo.

Formazione
Ai fini dell’acquisizione delle qualifiche sopra richiamate le parti intendono promuovere l’assunzione dei giovani attraverso l’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale e l’apprendistato professionalizzante confermando quanto previsto dal CCNL vigente in ordine alla durata dell’apprendistato, alle ore di formazione e alla retribuzione degli apprendisti.
Per consentire l’acquisizione e l’aggiornamento delle competenze Fondoprofessioni e la bilateralità di settore dedicheranno adeguate risorse al finanziamento dei percorsi formativi. Per le medesime finalità le parti si impegnano affinché il rimborso della retribuzione derivante dalla concessione dei permessi per motivi di studio, erogato da Ebipro, attualmente previsto dall’art. 92 (Diritto allo studio) del CCNL venga incrementato fino all’80% per i lavoratori che intendono frequentare i percorsi formativi.

Decorrenza
Il calcolo dei termini previsti dalla presente intesa decorre dalla data di sottoscrizione.

CCNL Autostrade: Erogazione ERT da gennaio 2019

Erogato, da gennaio 2019, un elemento Retributivo Temporaneo in attesa del rinnovo del CCNL per il personale dipendente da Società e consorzi concessionarie di Autostrade e Trafori scaduto a dicembre

L’art. 46, lett. A), comma 3, del ccnl 29.7.2016 dispone che, fatto salvo il rispetto dei tempi e delle procedure previsti contrattualmente per il rinnovo del ccnl, “in caso di ritardato rinnovo del ccnl, dalla data di scadenza del contratto precedente sarà erogata una copertura economica pari al 30% dell’inflazione annuale programmata relativa all’anno di riferimento, da calcolarsi su minimi e contingenza; dopo 6 mesi dalla scadenza tale copertura passerà al 60% … di quanto erogato si dovrà tener conto in sede di accordo di rinnovo”.
Pertanto, sulla base della comunicazione ISTAT del 30 maggio 2018, che fissa all’1,4% l’indice IPCA per l’anno 2019, Federreti e Fise Acap hanno provveduto a determinare gli importi di tale copertura economica per ogni livello di inquadramento (v. Tabella allegata).
Gli importi in parola sono erogati mensilmente a decorrere dalla retribuzione relativa al mese di gennaio 2019, e non determinano alcun riflesso retributivo sugli istituti contrattuali e di legge, ivi compreso il TFR.

A

Minimi Tabellari mensili 31/12/2018

B

Indennità di contingenza mensile

Totale C (A+B)

Indice Ipca 2019 (1,4%) 100% su colonna C

Importi “ERT

art.46″ gennaio/giugno 2019 (30% Indice Ipca)

Importi “ERT art.46” da luglio 2019 (60% Indice Ipca)

LIVELLI Parametri
A 235 2.486,08 539,82 3.025,90 42,36 12,71 25,42
A1 210 2.221,61 533,72 2.755,33 38,57 11,57 23,14
B 185 1.957,10 529,40 2.486,50 34,81 10,44 20,89
B1 169 1.787,88 525,33 2.313,21 32,38 9,71 19,43
C 148 1.565,70 522,02 2.087,72 29,23 8,77 17,54
C1 135 1.428,18 519,97 1.948,15 27,27 8,18 16,36
D 100 1.057,89 514,29 1.572,18 22,01 6,60 13,21

Assunzioni disoccupati e stabilizzazioni precari nel Friuli Venezia Giulia

La Regione Friuli Venezia Giulia concede ai datori di lavoro, contributi a fondo perduto per favorire le assunzioni a tempo indeterminato, determinato di lavoratori disoccupati e per stabilizzazioni di personale precario.

La Regione Friuli Venezia Giulia concede ai datori di lavoro contributi a fondo perduto per favorire le assunzioni a tempo indeterminato, determinato di lavoratori disoccupati e per stabilizzazioni di personale precario.
Le domande possono essere presentate dalle ore 10.00 del 2 gennaio 2019 fino alle ore 12.00 del 31 agosto 2019.
Le assunzioni possono essere:
– tempo indeterminato;
– tempo determinato;
– stabilizzazioni di lavoratori precari.

Assunzione a tempo indeterminato

Contributi per l’assunzione a tempo indeterminato con contratto di lavoro subordinato e per l’inserimento lavorativo in cooperative come soci lavoratori di disoccupati.
La Regione sostiene l’assunzione a tempo indeterminato con contratto di lavoro subordinato anche parziale e l’inserimento lavorativo di soci lavoratori di cooperative, dei residenti nel Friuli Venezia Giulia e precisamente: donne disoccupate, uomini disoccupati di età non inferiore a 60 anni e uomini disoccupati o a rischio disoccupazione a seguito di una situazione di grave difficoltà occupazionale dichiarata con decreto dell’assessore regionale competente in materia di lavoro, o anche riconducibile alla crisi industriale complessa di Trieste.
I contributi sono erogati a fondo perduto in regime di de minimis e possono essere richiesti da datori di lavoro privati (imprese, associazioni, fondazioni, professionisti, cooperative) aventi sede o unità locale nel territorio della Regione Friuli Venezia Giulia.
I beneficiari dell’iniziativa sono:
1. imprese e loro consorzi, associazioni, fondazioni e soggetti esercenti le libere professioni in forma individuale, associata o societaria;
2. cooperative e loro consorzi;
aventi sede o unità locale in Friuli Venezia Giulia.
I destinatari dell’iniziativa sono:
– i disoccupati residenti nella Regione FVG, cittadini italiani, comunitari o extracomunitari in regola con la vigente normativa in materia di immigrazione, appartenenti ad una delle seguenti categorie:
1. donne;
2. uomini di età non inferiore a 60 anni;
3. uomini disoccupati o a rischio disoccupazione a seguito di una situazione di grave difficoltà occupazionale dichiarata con decreto dell’Assessore regionale competente in materia di lavoro, o anche riconducibile alla crisi industriale complessa di Trieste.
Per disoccupato si intende colui il quale ha acquisito lo stato di disoccupazione ai sensi della normativa nazionale o regionale, ed ha reso la dichiarazione di immediata disponibilità ai sensi della normativa nazionale e regionale.
L’ammontare degli incentivi è pari ad un importo di € 7.000,00
Incremento di € 1.000,00 in caso di:
– Individuazione del disoccupato attraverso preselezione del CPI
– Disoccupati a seguito di situazione di Grave Crisi Occupazionale
– Disoccupati da almeno 12 mesi
Incremento di € 3.000,00 in caso di:

– assunzione di donne con contratto di lavoro a tempo pieno, con almeno un figlio di età fino a cinque anni non compiuti; l’incentivo viene ulteriormente incrementato di € 3.000,00 nel caso in cui il datore di lavoro dispone di almeno una delle seguenti tipologie di misure di welfare aziendale per la conciliazione tra vita lavorativa e impegni di cura dei propri cari:
1) flessibilità dell’orario di lavoro o banca delle ore;
2) nido aziendale o convenzionato;
– assunzione di uomini e donne di età non inferiore a 60 anni la cui disoccupazione deriva da un contratto con riconoscimento della qualifica dirigenziale, con contratto di lavoro con riconoscimento della qualifica dirigenziale a tempo pieno.
Gli incrementi sono cumulabili.
La domanda è predisposta e presentata solo ed esclusivamente per via telematica e deve essere presentata – a pena di inammissibilità – dal 2 gennaio al 31 agosto 2019, prima dell’assunzione o in ogni caso entro il giorno 15 del mese successivo a quello in cui si è verificato l’evento.

Assunzione a tempo determinato

Contributi per l’assunzione con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato di disoccupati di età non inferiore a 60 anni.
L’Amministrazione regionale, sostiene l’assunzione con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato, anche parziale non inferiore al 70%, di durata non inferiore a otto mesi dei residenti nel Friuli Venezia Giulia e precisamente donne e uomini disoccupati di età non inferiore a 60 anni.
I contributi sono erogati a fondo perduto in regime di de minimis e possono essere richiesti da datori di lavoro privati (imprese, associazioni, fondazioni, professionisti, cooperative) aventi sede o unità locale nel territorio della Regione Friuli Venezia Giulia.
I beneficiari dell’iniziativa sono:
1. imprese e loro consorzi, associazioni, fondazioni e soggetti esercenti le libere professioni in forma individuale, associata o societaria;
2. cooperative e loro consorzi;
aventi sede o unità locale in Friuli Venezia Giulia.
I destinatari dell’iniziativa sono:
I disoccupati residenti nella Regione FVG, cittadini italiani, comunitari o extracomunitari in regola con la vigente normativa in materia di immigrazione, di età non inferiore a 60 anni.
Per disoccupato si intende chi, privo di impiego, ha dichiarato in forma telematica la propria disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa e ha sottoscritto il patto di servizio personalizzato presso uno dei centri per l’impiego regionali.
L’ammontare degli incentivi è pari ad un importo di € 2.000,00
Incremento di € 1.000,00 in caso di:
– Individuazione del disoccupato attraverso preselezione del CPI
– Disoccupati a seguito di situazione di Grave Crisi Occupazionale
– Disoccupati da almeno 12 mesi
Gli incrementi sono cumulabili.
La domanda è predisposta e presentata solo ed esclusivamente per via e deve essere presentata a pena di inammissibilità – dal 2 gennaio al 31 agosto 2019 – prima dell’assunzione o in ogni caso entro il giorno 15 del mese successivo a quello in cui si è verificato l’evento.

Stabilizzazione di lavoratori precari

Contributi a fondo perduto ai datori di lavoro per la trasformazione in contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato, anche parziale non inferiore al 70%, di contratti di lavoro precario (lavoro intermittente, lavoro a progetto, collaborazione coordinata e continuativa, contratto di lavoro subordinato a tempo determinato, lavoro somministrato, apprendistato, tirocinio) di donne e uomini indipendentemente dall’età anagrafica.
I beneficiari dell’iniziativa sono:
1. imprese e loro consorzi, associazioni, fondazioni e soggetti esercenti le libere professioni in forma individuale, associata o societaria;
2. cooperative e loro consorzi;
aventi sede o unità locale in Friuli Venezia Giulia.
I destinatari dell’iniziativa sono:
I residenti nella Regione FVG, cittadini italiani, comunitari o extracomunitari in regola con la vigente normativa in materia di immigrazione, che nei 5 anni precedenti alla trasformazione abbiano prestato lavoro precario, anche a favore di diversi datori di lavoro, per un periodo non inferiore a 12 mesi.
Vengono incentivati:
a) la trasformazione a tempo indeterminato del contratto di lavoro subordinato a tempo determinato, con data di scadenza entro 24 mesi da tale data;
b) l’assunzione con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato di personale che lavorava presso il soggetto richiedente in base ad uno dei seguenti contratti:
1) lavoro intermittente indeterminato
2) lavoro intermittente determinato
3) lavoro a progetto
4) contratto di collaborazione coordinata e continuativa;
c) l’assunzione con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato di personale che lavorava presso il soggetto richiedente in base ad un contratto di somministrazione di lavoro;
d) l’assunzione con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato di soggetti che risultano prestare la loro opera presso il soggetto richiedente in esecuzione di un contratto di apprendistato;
e) l’assunzione con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato di soggetti che stanno realizzando presso il soggetto richiedente un tirocinio conforme alla regolamentazione regionale vigente in materia.
Gli interventi di cui alle lettere precedenti sono ammissibili a contributo a condizione che riguardino lavoratori che al momento della stabilizzazione risultano essere in una condizione occupazionale precaria: nei 5 anni precedenti hanno prestato la loro opera, per un periodo complessivamente non inferiore a 12 mesi, nella realizzazione di progetti di lavori socialmente utili, a condizione che l’opera sia stata prestata quali disoccupati, nella realizzazione di tirocini rientranti nell’ambito di applicazione della regolamentazione regionale vigente in materia o in esecuzione delle seguenti tipologie contrattuali:
1) contratto di lavoro subordinato a tempo determinato;
2) contratto di lavoro intermittente;
3) contratto di formazione e lavoro;
4) contratto di inserimento;
5) contratto di collaborazione coordinata e continuativa;
6) contratto di lavoro a progetto;
7) contratto di lavoro interinale;
8) contratto di somministrazione di lavoro;
9) contratto di apprendistato.
L’ammontare degli incentivi è pari ad un importo di € 7.000,00
Incremento di €1.000,00 in caso di:
1. soggetti proveniente da grave crisi occupazionale
2. soggetti con un periodo non inferiore a 18 mesi di lavoro precario.
Incremento di € 2.000,00
3.soggetti con un periodo non inferiore a 24 mesi di lavoro precario con lo stesso datore di lavoro.
Gli incrementi sono cumulabili nel seguente modo: punto 1+2; punto 1+3.
La domanda è predisposta e presentata solo ed esclusivamente per via telematica e deve essere presentata – a pena di inammissibilità – dal 2 gennaio al 31 agosto 2019, prima dell’assunzione o in ogni caso entro il giorno 15 del mese successivo a quello in cui si è verificato l’evento.

Regione Marche: scade a gennaio la richiesta delle prestazioni 2018 dell’EBAM

Entro il 31 gennaio 2019 le imprese artigiane aderenti all’Ente Bilaterale delle Marche EBAM possono inoltrare istanza per richiedere il contributo previsto per le prestazioni i cui eventi sono accaduti durante l’anno 2018.

L’EBAM, l’Ente bilaterale artigianato Marche, organizza i vari Fondi che rappresentano gli strumenti economico-finanziari per erogare prestazioni e servizi alle imprese artigiane e ai loro dipendenti.
Queste le prestazioni che è possibile richiedere entro fine mese per gli eventi riferiti all’anno 2018:

– OCCUPAZIONE AGGIUNTIVA
– INNOVAZIONE TECNOLOGICA – AMBIENTE E SICUREZZA
– SUSSIDIO PER TESTI SCOLASTICI
– CONTRIBUTO FREQUENZA ASILI NIDO
– CALAMITA’ NATURALI
– FORMAZIONE ALLE IMRPESE DI SERVIZIO
– CONTRIBUTO FORMAZIONE SICUREZZA LAVORO
– CONTRIBUTO QUOTA ADDIZIONALE INPS PER CIG IN DEROGA ANNO 2016
– ASSEGNO STUDIO
– CONTRIBUTO SANITARIO

Assocalzaturifici: informazioni su Previmoda e Sanimoda

Attraverso l’informativa di Assocalzaturifici, si segnala l’aumento del contributo a Previmoda e il posticipo dell’operatività di Sanimoda

Come previsto dal CCNL per i lavoratori addetti all’Industria delle Calzature 27/4/2017, dall’1/1/2019 aumenta il contributo a carico del datore di lavoro al Fondo di previdenza complementare Previmoda.
Infatti, l’ultimo capoverso del Protocollo n. 2 del CCNL 27/4/2017, così recita:
“Fermo restando il contributo a carico del lavoratore pari all’1,5% del minimo contrattuale, il contributo a carico dell’azienda sarà elevato al 2% del minimo contrattuale a far data dall’1/1/2019.”
Assocalzaturifici, ricorda inoltre, che l’avvio dell’operatività del Fondo di assistenza sanitaria Sanimoda, inizialmente prevista al 1° gennaio 2019, in virtù dell’accordo siglato l’8/10/2018, è stata posticipata al mese di maggio 2019.

Le Faq in materia di protezione internazionale e immigrazione

Al fine di chiarire alcuni dei dubbi sulle novità introdotte con la L. n. 132/2018 in materia di protezione internazionale e immigrazione, il Ministero dell’interno ha predisposto una serie di Faq.

In particolare, circa i dubbi sussistenti in materia di protezione umanitaria, il Ministero dell’interno precisa che la protezione umanitaria continua ad esistere ma viene ora concessa in presenza di ben definite circostanze, a differenza di quanto avveniva in passato, laddove veniva riconosciuta sulla base della generica previsione di “seri motivi di carattere umanitario” dai contorni indefiniti.
L’ampia discrezionalità, insieme ad una interpretazione estensiva della giurisprudenza, aveva portato ad una applicazione così eterogenea che contrastava addirittura con la stessa ratiogiuridica della tutela. Nel tempo si era così determinata una situazione paradossale: un altissimo numero di permessi di soggiorno per c.d. motiviumanitari, comprensivi delle più svariate ipotesi, che comunque non hanno portato all’inclusione sociale e lavorativa dello straniero. La gran parte degli immigrati – conclude il Ministero – sono rimasti in Italia inoperosi, senza concrete prospettive di stabilizzazione e di inclusione sociale, con il forte rischio di cadere in percorsi di illegalità.
I diritti che invece oggi vengono assicurati sono concreti e reali: restano legittimamente le vittime di tratta,le vittime di violenza domestica o di grave sfruttamento lavorativo, chi versa in condizioni di salute di eccezionale gravità, chi non può rientrare nel proprio Paese perché colpito da gravi calamità, chi compie atti di particolare valore civile, nonché coloro i quali,pur non avendo i requisiti per il riconoscimento di una forma di protezione internazionale, corrono comunque il rischio, in caso di rimpatrio, di subire gravi persecuzioni o di essere sottoposti a torture.
Con riferimento invece a chi è già in possesso di permesso per motivi umanitari, o in attesa di riceverlo, il Ministero precisa che tali soggetti possano continuare a rimanere legittimamente nel territorio fino alla scadenza del titolo, potendo usufruire di tutti i benefici derivanti dalla propria condizione a partire dalla possibilità di convertirlo in permesso per lavoro o per ricongiungimento familiare, laddove ne ricorrano le circostanze.

Licenziamento per inosservanza delle disposizioni aziendali e reazioni aggressive

È legittimo il licenziamento del lavoratore nell’ipotesi in cui i comportamenti ripetutamente posti in essere siano connotati dalla totale inosservanza delle regole di correttezza e reciproco rispetto nei rapporti tra colleghi e superiori gerarchici.

Nella specie, i Giudici del merito hanno ritenuto, da una parte, legittimamente intimate le sanzioni conservative in quanto conseguenziali a comportamenti ampiamente provati, connotati dalla totale inosservanza delle regole di correttezza e reciproco rispetto nei rapporti tra colleghi e superiori gerarchici e da insofferenza rispetto a legittime disposizioni aziendali, e, dall’altra, legittimo il licenziamento giustificato alla luce della obiettiva gravità dei fatti posti in essere in alcune giornate lavorative, per essersi gli stessi posti nel solco di una serie di comportamenti ripetutamente posti in essere, oggetto di sanzioni conservative, tutti connotati da reazioni aggressive, violenze verbali, atteggiamenti minacciosi.
Secondo la Corte, il lavoratore in questione ha tentato di mettere in dubbio la verificazione dei fatti oggetto delle contestazioni mediante il richiamo parziale di alcune deposizioni dei testi escussi e, segnatamente, di quelli non presenti ai singoli fatti contestati o se presenti non in grado di ricordare il fatto oggetto di contestazione nella sua dimensione storica e materiale.
La stessa Corte ha, inoltre, osservato che l’espletata istruttoria aveva confermato integralmente i fatti contestati rilevando come il lavoratore non avesse contestato la verificazione di tali fatti nella loro dimensione oggettiva, per essersi limitato in alcuni casi a ridimensionare la portata considerandoli espressione della normale dialettica in ambiente di lavoro e in altri casi a ricondurre i propri comportamenti a reazioni consequenziali ad atteggimenti aggressivi e provocatori.

INL: chiarimenti sulla maggiorazione delle sanzioni in matria di lavoro

Si forniscono le prime precisazioni sull’incremento del 20 per cento delle sanzioni inflitte per le violazioni materia di lavoro sommerso, orario di lavoro e somministrazione, nonché del 10 per cento per le violazioni in materia di sicurezza, a decorrere dal 1° gennaio 2019.

Le maggiorazioni in argomento si applicano in relazione a condotte che si realizzano dal 1.1.2019, in quanto la collocazione temporale di condotte a carattere permanente va individuata nel momento in cui cessa la condotta stessa. Ad esempio, il mantenimento di un lavoratore irregolare a cavallo tra il 2018 e il 2019 sarà soggetto ai nuovi importi sanzionatori.
Al fine di semplificare gli adempimenti in questione, le maggiorazioni dovranno essere versate su un apposito codice tributo; nel frattempo, le maggiorazioni dovranno comunque trovare applicazione utilizzando gli attuali codici tributo.
Le previgenti disposizioni normative che avevano già previsto il versamento del 30 per cento dell’importo delle sanzioni amministrative per lavoro “nero”, delle somme aggiuntive di cui al testo univìco sulla sicurezza, i maggiori introiti derivanti dal raddoppio degli importi sanzionatori previsti per le violazioni in materia di orario di lavoro ad apposito capitolo dell’entrata del bilancio dello Stato, si pongono in sistema con quelle introdotte dalla finanziaria 2019.
Pertanto, resta ferma la destinazione alle finalità di un ulteriore 30% degli importi sanzionatori rimodulati dalla legge di bilancio.