CCNL Servizi Ausiliari Anpit-Cisal: applicabile al Soccorso Stradale

La Commissione Bilaterale Nazionale di Garanzia (ENBIC) ha fornito un’interpretazione in merito l’applicabilità del CCNL “Servizi Ausiliari” Anpit-Cisal alle attività di Soccorso Stradale.

La Commissione Bilaterale ha considerato l’ambito di applicazione contrattuale del CCNL Servizi Ausiliari Anpit-Cisal del 21/11/2017, suddiviso nelle seguenti “macro” aree:
1. Servizi Ausiliari alle Collettività (tra cui “Corrieri, Piccole Consegne, Corrispondenza e accessori”Servizi sosta e parcheggi”; “Autorimessa e noleggio automezzi”);
2. Servizi Ausiliari alle Aziende (tra cui “Trasporto, montaggio e smontaggio mobili”; “Piccole manutenzioni, minuto mantenimento, montaggi, cernite e confezionamento”; “Piattaforme logistica, multivendita e magazzini integrati”);
3. Servizi Ausiliari alle persone (tra cui “Benessere e Divertimento”; “Assistenza, Piccoli Servizi e Tutele”);
4. “Altri analoghi servizi ausiliari alle collettività, alle aziende e alle persone”.
Le attività di “Soccorso Stradale” sono appartenenti alla Classificazione delle Attività economiche (c.d. Codice Ateco):
– 52 (Magazzinaggio e Attività di supporto ai trasporti);
– 52.2 (Attività di supporto ai trasporti);
– 52.21 (Attività dei servizi connessi ai trasporti terresti);
– 52.21.60 (Attività di traino e soccorso stradale).
Pertanto la Commissione Bilaterale, sulla base delle suddette considerazioni, ha confermato che il CCNL “Servizi Ausiliari” siglato il 21/11/2017 dalle Associazioni Datoriali ANPIT, CIDEC, CONFIMPRENDITORI, PMI Italia, UAI – Terziario e UNICA con l’Organizzazione Sindacale CISAL Terziario – CISAL, può essere applicato alle attività di “Soccorso Stradale”.
Il Personale dipendente ivi addetto dovrà, quindi, essere inquadrato secondo la Classificazione Unica Contrattuale, secondo i Profili ed Esemplificazioni già contrattualmente previsti per i “Ruoli Tecnici: Servizi Ausiliari alle Collettività (Corrieri, Piccole Consegne, Corrispondenza e accessori)”.

Lavoratori marittimi: indicazioni sulla comunicazione anagrafica dei natanti

Si forniscono indicazioni sul rilascio in produzione della versione implementata dell’anagrafica dei natanti per la trasmissione dei dati retributivi necessari al pagamento delle prestazioni di malattia.

Per l’inserimento delle caratteristiche dei natanti, gli armatori e i datori di lavoro del settore pesca devono: accedere al menu dei servizi per le aziende e i consulenti, presente sul sito Inps; nella sezione “Iscrizione e Variazione Aziende”, attivare la voce “Richiesta variazione dati aziendali”; digitare la matricola della posizione interessata; attivare la voce “Variazione dati navali” (tale voce è attiva se la posizione contributiva è contrassegnata dal Codice Statistico Contributivo e dai Codici di Autorizzazione che qualificano l’impresa come armatoriale o appartenente al settore della pesca marittima). Se l’azienda ha già trasmesso in precedenza un questionario, verranno visualizzati i dati presenti in archivio e, cliccando sull’apposita dicitura, si potrà scaricare il certificato della nave eventualmente fornito in precedenza; compilare il questionario rispondendo alle domande che la procedura prevede; inserire il certificato navale; inviare il questionario attraverso l’apposita funzionalità “Invia Richiesta Variazione”.
Tale procedura conferma l’inoltro con un messaggio comprendente il numero di protocollo, che può essere stampato cliccando sull’apposito pulsante. Laddove dovesse riscontrarsi la presenza di informazioni non correttamente registrate nell’archivio dell’Inps, si richiede di provvedere alla correzione di tali informazioni.
Il nuovo servizio (che verrà pubblicato sul portale dell’Inps) consentirà agli armatori di comunicare i dati retributivi del dipendente potendo scegliere per l’invio singolo o in modalità massiva per flussi aggregati mediante codice fiscale del lavoratore; la comunicazione della retribuzione percepita nel periodo preso a riferimento, differenziata in relazione all’evento di malattia occorso al lavoratore, verrà resa disponibile all’operatore della Struttura territoriale competente in fase istruttoria.

L’accesso all’applicazione avverrà dal portale Inps, tramite autenticazione con apposite credenziali.
Al fine di agevolare un tempestivo aggiornamento del sistema di “Anagrafica aziende” dell’Istituto, i datori di lavoro sono tenuti ad effettuare quanto richiesto entro il termine di 60 giorni dal 17 maggio 2018. Decorso tale termine, l’attuale applicativo web presente sul sistema ex-Ipsema, ad uso dei datori di lavoro, verrà disabilitato e le comunicazioni relative alle variazioni e prima iscrizione delle anagrafiche navali saranno acquisite esclusivamente sul sistema di “Anagrafica aziende” dell’Istituto.

Dal 1° maggio i nuovi contributi alla Cassa Edile di Reggio Calabria

La Cassa Edile Reggio Calabria con circolare rende note le aliquote degli accantonamenti e dei contributi con decorrenza 1/5/2018

A – Accantonamento:
per ferie, gratifica natalizia: 14,20%
per giornate di malattia oltre il 4° giorno: 14,20%
per giornate di carenza INPS – INAIL: 14,20%
per giornate di infortunio dal 4° al 90° giorno: 5,70%
per giornate di infortunio dal 91° giorno in poi: 3,60%

B – Contributo Cassa Edile (di cui 0,42% a carico del lavoratore): 2,50%
– per versamento entro il mese successivo a quello di riferimento del VM1
– per versamento oltre il mese successivo si applicano gli interessi moratori previsti dalla CNCE

C – Anzianità professionale Edile: 2,50%

D – Fondo di premialità per i lavoratori: 0,30%

E – Q.A.C.P.: 1,80%
(0,90% a carico dell’azienda; 0,90% a carico del lavoratore)

F – Q.A.C.N.: 0,4444%
(0,2222% a carico dell’azienda; 0,2222% a carico del lavoratore)

G – Ente Scuola Edile – CPT: 1,00%

H – Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale (R.L.S.T.): 0,15%

I – Quota associativa ANCE per imprese con sede in prov. di Reggio Calabria: 1,40%

L – Quota associativa ANCE per imprese con sede fuori provincia: 1,30%

M – Contributo per lavori usuranti: 0,10%

Elemento di garanzia retributiva per i dipendenti del CCNL Autorimesse

Erogato, entro il mese di maggio, l’elemento di garanzia retributiva a i dipendenti da imprese esercenti autorimesse e noleggio

Tale elemento viene erogato in unica soluzione ed è corrisposto pro-quota con riferimento a tanti dodicesimi quanti sono stati i mesi di servizio prestati dal lavoratore, anche in modo non consecutivo, nell’anno precedente con un importo annuo, in cifra fissa pari a 300 lordi, entro il 31/5/2018.
Esso spetta ai dipendenti di aziende che non abbiano stipulato accordi di secondo livello e sempreché gli stessi lavoratori non percepiscano trattamenti economici, anche forfettari, individuali o collettivi, in aggiunta al trattamento economico già fissato dal CCNL.
Laddove l’azienda non proceda alla contrattazione di secondo livello, ed eroghi importi a titolo individuale o collettivo unilateralmente, gli stessi saranno riallineati al valore dell’elemento di garanzia retributiva, se inferiori.
In caso di importo inferiore derivante dall’applicazione di un accordo aziendale stipulato sulla contrattazione di secondo livello, il limite dell’elemento di garanzia retributiva non trova applicazione.
Detto importo sarà riproporzionato per i lavoratori a tempo parziale in funzione del normale orario di lavoro.
A livello aziendale potrà essere valutata la corresponsione di tale importo a cadenza mensile suddividendolo per dodicesimi.
Dall’adempimento dell’erogazione dell’elemento di garanzia” vengono escluse le aziende che versino in comprovate situazioni di difficoltà economica/produttiva e che abbiano attivato il ricorso agli ammortizzatori sociali.

Sanzioni in caso di violazione del Regolamento Ue sulla privacy

La nuova normativa sulla privacy introdotta dal Regolamento UE 2016/679 individua le sanzioni da comminare in caso di violazione del citato Regolamento.

L’autorità di controllo al momento di decidere se infliggere una sanzione amministrativa pecuniaria e di fissare l’ammontare della stessa terrà conto dei seguenti elementi:
a) la natura, la gravità e la durata della violazione tenendo in considerazione la natura, l’oggetto o a finalità del trattamento in questione nonché il numero di interessati lesi dal danno e il livello del danno da essi subito;
b) il carattere doloso o colposo della violazione;
c) le misure adottate dal titolare del trattamento o dal responsabile del trattamento per attenuare il danno subito dagli interessati;
d) il grado di responsabilità del titolare del trattamento o del responsabile del trattamento tenendo conto delle misure tecniche e organizzative da essi messe in atto;
e) eventuali precedenti violazioni pertinenti commesse dal titolare del trattamento o dal responsabile del trattamento;
f) il grado di cooperazione con l’autorità di controllo al fine di porre rimedio alla violazione e attenuarne i possibili effetti negativi;
g) le categorie di dati personali interessate dalla violazione;
h) la maniera in cui l’autorità di controllo ha preso conoscenza della violazione, in particolare se e in che misura il titolare del trattamento o il responsabile del trattamento ha notificato la violazione;
i) qualora siano stati precedentemente disposti provvedimenti di cui sopra, nei confronti del titolare del trattamento o del responsabile del trattamento in questione relativamente allo stesso oggetto, il rispetto di tali provvedimenti;
j) l’adesione ai codici di condotta o ai meccanismi di certificazione;
k) eventuali altri fattori aggravanti o attenuanti applicabili alle circostanze del caso, ad esempio i benefici finanziari conseguiti o le perdite evitate, direttamente o indirettamente, quale conseguenza della violazione.
Se, in relazione allo stesso trattamento o a trattamenti collegati, un titolare del trattamento o un responsabile del trattamento viola, con dolo o colpa, varie disposizioni del regolamento, l’importo totale della sanzione amministrativa pecuniaria non supera l’importo specificato per la violazione più grave. Tali sanzioni devono essere effettive, proporzionate e dissuasive.
Il regolamento non fissa un importo specifico per ogni singola violazione, ma solo un massimale. Si va da sanzioni amministrative pecuniarie fino a 10 o 20 milioni di euro o, per le imprese, fino al 2% o 4% del fatturato mondiale totale annuo dell’esercizio precedente, se superiore.

Comunicazione dal Fondo Integrativo di Assistenza Sanitaria FASDA

Il Fondo Fasda per i dipendenti dei servizi ambientali ai quali si applichi il CCNL Assoambiente o il CCNL Utilitalia, fornisce informazioni sul Piano Sanitario Pensionati Junior

Fondo FASDA comunica che il Periodo di Transitorietà del Piano Pensionati Junior è rivolto a tutti coloro che a partire dal 1° Aprile 2018 e fino al 30 Settembre 2018 (così anche per gli anni a seguire) cesseranno l’attività lavorativa e vorranno garantirsi, senza soluzione di continuità, la copertura assicurativa del Piano Sanitario Junior.
Il costo assicurativo annuo, comprensivo degli oneri fiscali, è suddiviso per i trimestri mancanti al 31 Dicembre dell’anno in corso ed è pari a € 69,50 per trimestre.
Il versamento possibile sarà da uno fino a un massimo di tre trimestri.
Il contributo deve essere versato anticipatamente e in un’unica soluzione esclusivamente tramite bonifico bancario.
Completato il periodo di transitorietà, il pensionato di cui sopra, per avere ancora garantite le condizioni del Piano sanitario Junior, all’inizio dell’anno successivo dovrà iscriversi – senza periodi di interruzione – alla nuova annualità assicurativa seguendo le modalità e i costi del Piano sanitario Junior.

Tutela del lavoro nell’ambito delle imprese sequestrate e confiscate

Approvato il decreto sulla tutela del lavoro nell’ambito delle imprese sequestrate e confiscate sottoposte ad amministrazione giudiziaria.

Le disposizioni introdotte dal suddetto decreto, in particolare, intendono favorire l’emersione del lavoro irregolare, il contrasto dell’intermediazione illecita e dello sfruttamento del lavoro e consenteno, laddove necessario, l’accesso all’integrazione salariale e agli ammortizzatori sociali.
Il decreto ha come obiettivo quello di sostenere la continuazione o la ripresa dell’attività delle imprese sequestrate e confiscate sottoposte ad amministrazione giudiziaria, al fine di contrastare la presenza delle organizzazioni criminali nel tessuto economico e di offrire un’opportunità concreta di lavoro, di favorire il mantenimento e lo sviluppo delle professionalità acquisite, evitando che aziende sequestrate e confiscate alla criminalità organizzata siano destinate a fallire, producendo così rilevanti costi economici e sociali.
Le serie di misure di sostegno riguardano: uno specifico trattamento di sostegno al reddito dei lavoratori che non possono fruire degli ammortizzatori sociali ordinari, pari al trattamento straordinario di integrazione salariale, per la durata massima di 12 mesi nel triennio; un’indennità mensile per i lavoratori che non possono fruire della NaSpI, per la durata di quattro mesi e pari alla metà dell’importo massimo mensile della indennità di disoccupazione; l’estensione delle misure di agevolazione per le imprese.
Infine, sono previste specifiche regole per le imprese sequestrate e confiscate in materia di Documento unico di regolarità contributiva e di opponibilità dei provvedimenti sanzionatori in materia di lavoro e di legislazione sociale.

Approvato in esame definitivo il decreto sui marittimi di adeguamento alla direttiva Ue

Il Consiglio dei ministri ha approvato in esame definitivo il decreto legislativo di attuazione della direttiva (UE) 2015/1794 del Parlamento europeo e del Consiglio del 6 ottobre 2015, riguardante i marittimi.

Il decreto legislativo in questione recepisce la direttiva europea 2015/1794/UE e consente di adeguare l’ordinamento nazionale a quello comunitario nel settore del lavoro marittimo, ampliando il sistema delle tutele previste ad ordinamento vigente, con l’obiettivo di evitare che i lavoratori marittimi possano godere di una differente tutela da parte dei singoli Stati membri e che non sia conseguentemente garantita, nel settore, la parità delle condizioni all’interno del mercato unico.
La disciplina contenuta nella direttiva recepita rappresenta un significativo avanzamento della tutela dei lavoratori marittimi a livello dei Paesi dell’Unione mentre, per quanto riguarda l’Italia, il necessario adeguamento normativo dell’ordinamento interno è limitato, considerato che il livello delle garanzie per il lavoratore è già particolarmente elevato in base alla normativa attualmente vigente.
Le principali novità che vengono introdotte riguardano l’estensione ai marittimi della disciplina in materia di tutela dei lavoratori in caso di insolvenza del datore di lavoro, di comitato aziendale europeo, di diritto di informazione e consultazione, di estensione del coinvolgimento delle autorità di controllo nelle procedure sui licenziamenti collettivi, di trasferimento d’impresa, in modo da accrescere il livello di protezione dei diritti sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e da assicurare condizioni omogenee di concorrenza nel mercato interno.

Tra gli altri decreti approvati quello di attuazione della direttiva (UE) 2016/2258 recante modifica alla direttiva 2011/16/UE per quanto riguarda l’accesso da parte delle autorità fiscali alle informazioni in materia di antiriciclaggio.

Contributo per la formazione sulla sicurezza dall’Ebipan

L’ ente bilaterale nazionale della panificazione concede il contributo per la formazione sicurezza sui luoghi di lavoro aziende entro maggio

 

L’EBIPAN, ente bilaterale nazionale della panificazione e attività affini , sul Sito Web ufficiale dell’Ente Bilaterale http://ebipan.it/, Sezione BANDI, ha pubblicato il bando per il “finanziamento della formazione obbligatoria in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro” per le aziende di panificazione aderenti all’ente bilaterale “ebipan”.
Le richieste possono pervenire fino alla data del 31 Maggio 2018 alle ore 18:00 alla pec ebipan@pec.it.
Per qualsiasi altra informazione e/o delucidazione in merito, si può contattare EBIPAN all’indirizzo di posta elettronica amministrazione@ebipan.it.

Premi di risultato: la conversione in contributi previdenziali, sanitari ed azioni non sconta tassazione

In appresso si esamina la fattispecie di conversione dei premi di risultato o utili di partecipazione, spettanti ai lavoratori dipendenti in esecuzione di contratti collettivi di secondo livello, con benefit quali: contributi versati a forme pensionistiche complementari, contributi a fondi di assistenza sanitaria, azioni societarie.

Come noto, con decorrenza dall’anno 2016, salva espressa rinuncia scritta del prestatore di lavoro, i premi di risultato di ammontare variabile, collegati ad incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione, nonché le somme concesse sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa, che siano erogati in esecuzione di contratti collettivi aziendali o territoriali, sono soggetti ad una imposta sostitutiva del 10%, entro un limite di importo pari a 3.000 euro. Orbene, ai lavoratori può essere riconosciuta la facoltà di sostituire, in tutto o in parte, il premio o l’utile di risultato, riconducibili al regime di tassazione agevolato, con uno o più beni e servizi (benefit), tra cui:
i contributi versati a forme pensionistiche complementari, anche se eccedenti i limiti di deducibilità fiscale;
i contributi a fondi di assistenza sanitaria, anche se eccedenti i limiti di deducibilità fiscale;
le azioni assegnate ai lavoratori, oltre il limite di deducibilità fiscale e indipendentemente dalle condizioni stabilite a tal fine.
La fungibilità tra la componente monetaria e i beni e servizi è sottratta alla libera disposizione delle parti, essendo subordinata alla condizione che siano i contratti collettivi aziendali o territoriali a prevederla. I benefit erogati in sostituzione non sono assoggettati né a tassazione sostitutiva, né ordinaria.
In particolare, in caso di sostituzione del premio o dell’utile con i contributi alle forme pensionistiche complementari, questo non è assoggettato a tassazione anche se i contributi superano il limite di deducibilità dal reddito pari ad euro 5.164,57, incrementato, limitatamente ai primi cinque anni di contribuzione, di un importo non superiore ad euro 2.582,29 per i lavoratori di prima occupazione. I contributi, pertanto, possono comunque essere esclusi dalla formazione del reddito complessivo del lavoratore per un importo di euro 8.164,57 (3.000 + 5.164,57 euro), ovvero di euro 10.746,86 (3.000 + 5.164,57 + 2.582,29 euro) nel caso lavoratori di prima occupazione.
Analogamente, i contributi versati ad enti o casse aventi esclusivamente fine assistenziale in sostituzione di premi di risultato o utili non concorrono alla formazione del reddito di lavoro dipendente, anche se aggiuntivi a contributi già versati dal datore di lavoro o dal lavoratore per un importo di euro 3.615,20. A tale importo può, infatti, aggiungersi l’ulteriore importo di contributi esclusi dal reddito nel limite massimo di euro 3.000.
Infine, sempre dal periodo d’imposta 2017, la sostituibilità del premio di risultato o utile con azioni della società/datore di lavoro o delle società del gruppo, è operante anche allorquando:
– l’offerta sia rivolta, anziché alla generalità, a categorie di lavoratori;
– il valore delle azioni “convertite” superi il limite di euro 2.065,83, previsto per ciascun periodo d’imposta, potendo, pertanto, essere assegnate azioni per un importo complessivo pari ad euro 5.065,83 (2.065,83 + 3.000 di premio convertito);
– le azioni siano riacquistate dalla società emittente o dal datore di lavoro;
– le azioni siano cedute prima che siano trascorsi tre anni dalla conversione del premio di risultato assoggettabile ad imposta sostitutiva.