Aspetti normativi del rinnovo CCNL Servizi Funerari – Imprese pubbliche

Aspetti normativi dell’ipotesi di rinnovo del 10/7/2018 per i dipendenti delle imprese pubbliche del settore funerario, che decorrono dalla data di stipulazione del presente accordo.

Rapporto di lavoro a tempo parziale

In caso di assunzione di lavoratori a tempo parziale, l’azienda fissa la durata della prestazione, che non è inferiore al 50% dell’orario normale di lavoro a tempo pieno, fatta eccezione per le ipotesi di lavoro a tempo parziale nel settore del trasporto funebre per le quali è previsto il limite minimo delle 16 ore settimanali.
Con intesa aziendale potranno essere fissati limiti percentuali diversi.
Avuto riguardo alle particolari caratteristiche del servizio gestito nonché ai programmi di assunzione per il periodo di vigenza contrattuale, salvo diverso accordo a livello aziendale è individuata nel 18% del personale in forza a tempo pieno ed indeterminato al 31 dicembre dell’anno precedente la soglia annuale media normalmente utilizzata per nuove assunzioni a tempo parziale ed indeterminato; a tal fine, il numero dei lavoratori a tempo parziale si individua con riferimento al rapporto tra la sommatoria degli orari di lavoro ridotti concordati ed orario complessivo svolto dai lavoratori a tempo pieno, senza computare i contratti di lavoro trasformati da tempo pieno a tempo parziale.
Per le prestazioni di lavoro supplementare effettuate entro il limite massimo complessivo annuale prò capite pari al 40% della prestazione a tempo parziale concordata sopra indicato, si dà luogo alla corresponsione della quota oraria della retribuzione globale maggiorata del 10%, comprensiva dell’incidenza sugli istituti legali e contrattuali; per le eventuali prestazioni eccedenti tale limite massimo, si dà luogo alla corresponsione della quota oraria della retribuzione globale sopra indicata maggiorata del 30%, comprensiva dell’incidenza sugli istituti legali e contrattuali.
Nel rapporto di lavoro a tempo parziale, le prestazioni lavorative aggiuntive in attuazione di clausole elastiche non possono superare, in ogni anno solare, il limite massimo pari al 50% della prestazione concordata.

Per le sole ore prestate a seguito dell’esercizio della variazione o della modifica disposte dall’azienda ai sensi del comma precedente, al di fuori degli orari o degli schemi concordati nell’atto di instaurazione del rapporto a tempo parziale (ovvero di trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale, ovvero di modifica degli stessi), compete al lavoratore la corresponsione della quota oraria della retribuzione globale maggiorata del 15%, comprensivo dell’incidenza sugli istituti contrattuali e legali.

Rapporto di lavoro a tempo determinato

Il numero complessivo di contratti a tempo determinato non può superare il 20% medio su base annua del numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza al 1° gennaio dell’anno di assunzione.

La percentuale di cui al comma precedente è aumentata del 5% in media annua per le aziende operanti nei territori del Mezzogiorno individuati dal T.U. approvato D.P.R. 6/3/1978, n. 218.
In ciascun caso in cui il rapporto percentuale sovra previsto dia luogo a un numero complessivamente inferiore a 5, resta ferma la possibilità dell’azienda di stipulare contratti a tempo determinato fino al numero di 5 prestatori di lavoro.
Sono esenti dal limite del 20% i rapporti di lavoro a termini conclusi ai sensi dell’art. 23, comma 2, lett. da a) a f) del d. Lgs. n. 81/2015.
Ai fini delle previsioni di cui al sopracitato comma 2, lett. a), dell’art. 23 del D.Lgs. n. 81/2015, per fase di avvio di nuove attività si intende un periodo di tempo fino a 12 mesi dall’inizio dell’attività di una nuova impresa o unità produttiva ovvero dall’entrata in funzione di una nuova attività. Per le aziende operanti nei territori del Mezzogiorno individuati dal Testo Unico approvato con D.P.R. n. 218 del 1978, tale periodo potrà essere incrementato previo accordo aziendale.
Il lavoratore che nell’esecuzione di uno o più contratti a termine presso la stessa azienda, abbia prestato attività lavorativa per un periodo superiore a dodici mesi, ha diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal datore di lavoro entro i successivi 12 mesi con riferimento alle mansioni già espletate in esecuzione del rapporto a termine, a condizione che manifesti la propria volontà per iscritto al datore di lavoro entro sei mesi dalla data di cessazione del rapporto stesso. Tale diritto si estingue entro un anno dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.
In caso di malattia ed infortunio la conservazione del posto per i lavoratori con contratto a tempo determinato non in prova è limitata ad un periodo massimo pari ad un terzo della durata del contratto e comunque non si estende oltre la scadenza del termine apposto al contratto stesso; tale periodo di comporto si applica anche con riguardo ad una pluralità di episodi morbosi indipendentemente dalla durata dei singoli intervalli.
Ai lavoratori assunti con contratto a termine si applicano le disposizioni del presente contratto sul periodo di prova; il periodo di prova è ridotto alla metà di quello previsto per i lavoratori a tempo indeterminato, ed in ogni caso non è superiore ad un terzo della durata del contratto stesso.

Apprendistato professionalizzante

Il contratto di apprendistato professionalizzante può essere stipulato per il conseguimento delle qualifiche previste nei gruppi di inquadramento dal livello D1 al livello A1.
Le aziende che occupano più di 50 dipendenti possono procedere alla stipulazione di nuovi contratti di apprendistato professionalizzante a condizione che sia stato mantenuto in servizio almeno il 50% dei lavoratori il cui contratto di apprendistato sia terminato nei 36 mesi precedenti. A tal fine non si computano i lavoratori che si siano dimessi, quelli licenziati per giusta causa, i contratti risolti in corso o al termine del periodo di prova e comunque fino a 4 contratti risolti dall’azienda.
L’assunzione dell’apprendista ha luogo con un periodo di prova non superiore a due mesi di effettiva presenza in servizio; detto periodo viene ridotto della metà qualora si tratti di apprendista che nel corso di precedente rapporto abbia frequentato corsi formativi inerenti il profilo professionale da conseguire.
Tale periodo viene computato sia agli effetti della durata dell’apprendistato, sia agli effetti dell’anzianità di servizio.
La durata massima dell’apprendistato e la sua suddivisione in periodi ai fini retributivi e di inquadramento sono le seguenti:

Livelli finali

Durata primo periodo in mesi

Retribuzione

Durata secondo periodo in mesi

Retribuzione

Durata terzo periodo in mesi

Retribuzione

Durata complessiva in mesi

D1 20 85% 10 90%   30  
C3-B2 18 85% 9 90% 9 95% 36
B1-A1 12 85% 12 90% 12 95% 36

I periodi di apprendistato presso più datori di lavoro si cumulano ai fini del computo della durata massima del periodo di apprendistato, purché non separati da interruzioni superiori ad un anno e sempre che si riferiscano alle stesse attività.
Sono inoltre computati i periodi di apprendistato svolti nell’ambito del diritto-dovere di istruzione e formazione.
Il lavoratore viene inquadrato dalla data di assunzione nel livello di inquadramento corrispondente alla qualificazione da conseguire, ma la retribuzione viene riconosciuta in misura percentuale proporzionata all’anzianità di servizio, come da tabella sopra riportata.

Contratto di inserimento/reinserimento

Abrogato

Contratto di lavoro ripartito

Abrogato

Determinato l’ERT per le Cooperative Sociali di Bologna

Sottoscritto il 19/6/2018, tra  LEGACOOP Bologna e LEGACOOP Imola, CONFCOOPERATIVE Bologna, AGCI Bologna e le OO.SS. FP-CGIL di Bologna e Imola, FP e FISASCAT CISL Area Metropolitana Bologna, FPL UIL l’accordo per la determinazione dell’ERT (Elemento Retributivo Territoriale)

Le parti hanno constatato che si è registrato un andamento nei parametri che ha portato ad un risultato del 33,355% dell’ERT (€ 524,63 x 33,355% = € 174,99 al livello C1) concordato nell’accordo integrativo provinciale precedente, nell’ordine della seguente tabella:

Livello

Parametro

ERT 2016

A1 (ex 1° livello) 100 154,05
A2 (ex 2° livello) 101 155,47
B1 (ex 3° livello) 106 162,71
C1 (ex 4° livello) 114 174,99
C2 117 180,24
C3-D1 (ex 5° livello) 120 185,56
D2 (ex 6° livello) 127 195,74
D3-E1 (ex 7° livello) 135 208,37
E2 (ex 8° livello) 146 224,90
F1 (ex 9° livello) 161 248,41
F2 (ex 10° livello) 184 283,69

Le Parti convengono che l’ERT sarà erogato nella prima mensilità utile (e comunque non oltre la mensilità di luglio 2018 da pagare nel mese di agosto) ai lavoratori in forza a giugno 2018, che abbiano prestato la loro attività nell’anno di riferimento, ossia il 2016.
Il valore dell’ERT sarà riproporzionato in caso di contratti a tempo parziale. Le somme erogate a titolo di ERT si intendono omnicomprensive, per cui non sono utili ai fini del calcolo di alcun istituto contrattuale e di legge, ivi compreso il TFR.
Le Parti riaffermano i criteri che definiscono la possibilità, per le Cooperative che li possiedono, di avviare le procedure in sede di Comitato Misto Paritetico per il riconoscimento dello stato di crisi o di sofferenza economica e/o finanziaria.

Per le cooperative per le quali sia riconosciuto lo stato di sofferenza l’ERT annuale sarà erogato nella prima mensilità utile (e comunque non oltre la mensilità di luglio 2018 da pagare nel mese di agosto) ai lavoratori in forza a giugno 2018, che abbiano prestato la loro attività nell’anno di riferimento, ossia il 2016, nella misura di 113,75 euro al livello C1 del CCNL (pari al 21,681% dell’ERT concordato nell’accordo integrativo provinciale), nell’ordine della seguente tabella:

Livello

Parametro

ERT RIDOTTO2016

A1 (ex 1° livello) 100 100,14
A2 (ex 2° livello) 101 101,06
B1 (ex 3° livello) 106 105,76
C1 (ex4° livello) 114 113,75
C2 117 117,16
C3-D1 (ex 5° livello) 120 120,61
D2 (ex 6° livello) 127 127,23
D3-E1 (ex 7° livello) 135 135,44
E2 (ex 8° livello) 146 146,19
F1 (ex 9° livello) 161 161,47
F2 (ex 10° livello) 184 184,40

Nelle more della definizione del nuovo accordo le parti convengono per l’anno 2017 (bilancio di riferimento 2016) l’erogazione di una ulteriore fascia ridotta di ERT per le cooperative che abbiano un Mol compreso tra l’1 e il 1,99%. In tali cooperative sarà erogato nella prima mensilità utile (e comunque non oltre la mensilità di luglio 2018 da pagare nel mese di agosto) ai lavoratori in forza a giugno 2018, che abbiano prestato la loro attività nell’anno di riferimento, ossia il 2016, nella misura di 70,00 euro al livello C1 del CCNL (pari al 13,342% dell’ERT concordato nell’accordo integrativo provinciale), nell’ordine della seguente tabella:

Livello

Parametro

ERT RIDOTTO2016

A1 (ex 1° livello) 100 61,62
A2 (ex 2° livello) 101 62,19
B1 (ex 3° livello) 106 65,08
C1 (ex4° livello) 114 70,00
C2 117 72,10
C3-D1 (ex 5° livello) 120 74,22
D2 (ex 6° livello) 127 78,30
D3-E1 (ex 7° livello) 135 83,35
E2 (ex 8° livello) 146 89,96
F1 (ex 9° livello) 161 99,37
F2 (ex 10° livello) 184 113,48

Le cooperative che richiedessero invece di dilazionare nel tempo il pagamento appellandosi alla clausola di sofferenza finanziaria prevista nel contratto integrativo provinciale devono segnalarlo al Comitato misto paritetico. Le Parti si impegnano, attraverso il competente Osservatorio, a svolgere azioni di controllo finalizzate al rispetto e all’applicazione del CCNL e dei suoi accordi integrativi territoriali.

Nuove retribuzioni per i dipendenti dell’industria tessile

Elaborate le nuove tabelle retributive per i dipendenti del CCNL Tessile abbigliamento e moda industria

La Confindustria Moda, comunica i nuovi valori dell’E.R.N. decorrenti dal 1° luglio 2018.

Tabella E.R.N. dal 1/7/2018

Livello

ERN fino al 30/6/2018

Aumento ERN dall’1/7/2018

ERN dall’1/7/2018

8 127 2.121,88 29,77 2.151,65
7 120 2.001,17 28,13 2.029,30
6 112 1.879,20 26,25 1.905,45
5 105 1.760,30 24,61 1.784,91
4 100 1.674,51 23,44 1.697,95
3s 98 1.635,79 22,97 1.658,76
3 96 1.599,31 22,50 1.621,81
2s 93 1.553,24 21,80 1.575,04
2 91 1.519,38 21,33 1.540,71
1 72 1.208,08 16,88 1.224,96

Viaggiatori e piazzisti – Tabella E.R.N. dal 1° luglio 2018

Livello

ERN fino al 30/06/2018

Aumento ERN dall’1/07/2018

ERN dall’1/07/2018

1a cat. 1.806,98 26,25 1.833,23
2a cat. 1.705,01 24,61 1.729,62

 

Comunicazione RLS delle Amministrazioni statali

A decorrere dal 12 luglio 2018, anche le Amministrazioni statali assicurate con la speciale forma della gestione per conto dello Stato, hanno l’obbligo di comunicare i nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza tramite l’accesso al servizio telematico “Dichiarazione RLS”. L’Inail con circolare n. 29/2018 fornisce istruzioni in merito.

L’art. 18, lettera aa) del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni stabilisce che il datore di lavoro e il dirigente hanno l’obbligo di comunicare in via telematica all’Inail, nonché per loro tramite, al Sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro, in caso di nuova elezione o designazione, i nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza; in fase di prima applicazione l’obbligo riguarda i nominativi dei rappresentanti dei lavoratori già eletti o designati.
Per coloro i quali non versano nelle enunciate fattispecie, l’obbligo di comunicazione scatta in occasione di prima elezione o designazione del Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.
A decorrere dal 12 luglio 2018, anche le Amministrazioni statali assicurate con la speciale forma della gestione per conto dello Stato, hanno l’obbligo di comunicare i nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza tramite l’accesso al servizio telematico “Dichiarazione RLS” che diverrà, pertanto, l’unica modalità possibile per effettuare le comunicazioni in argomento.
Sono ricompresi in tale obbligo, anche le Amministrazioni e gli Istituti contemplati ai commi 2 e 3 bis dell’art. 3 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.
Dall’invio telematico tramite la procedura on line “Dichiarazione RLS” sono escluse le Ambasciate e i Consolati italiani che operano all’estero per i quali la comunicazione va effettuata tramite Pec alla Direzione territoriale dell’Inail di Roma centro al seguente indirizzo: romacentro@postacert.inail.it, utilizzando lo specifico “modello” (Mod. RLS PA-estero) scaricabile dal portale dell’Istituto.

Dal 1° luglio nuove prestazioni di ENFEA

Sulla base del nuovo regolamento Enfea – l’Ente Bilaterale fondato da Confapi-Cgil Cisl Uil – dal 1° luglio entrano in vigore nuove prestazioni

Dall’1/7/2018 è entrato in vigore il nuovo Regolamento per l’Ente bilaterale Enfea che ha previsto nuove prestazioni, a decorrere dalla stessa data, per le aziende e per i dipendenti.
Ricordiamo che l’Ente bilaterale nazionale ENFEA, costituito da CONFAPI e CGIL, CISL, UIL è l’ente al quale aderiscono le imprese che applicano i CCNL UNIGEC/UNIMATICA, UNIONCHIMICA, UNITAL, CONFAPI ANIEM, UNIONTESSILE e UNIONALIMENTARI sottoscritti con le Federazioni aderenti a CGIL, CISL e UIL.
Le nuove prestazioni, sono corrisposte in via sperimentale per la durata di mesi 12 mesi a partire dal 1 luglio 2018.

Parte normativa del contratto di lavoro Confapi Comunicazione

Parte normativa del contratto di lavoro Confapi Comunicazione

Sottoscritta l’ipotesi di Accordo del CCNL della piccola e media industria della comunicazione, dell’informatica; dei servizi innovativi e della microimpresa.

L’accordo, ha durata quadriennale, e prevede un aumento medio complessivo di 50 euro mensili sul minimo tabellare (liv.C1 settore cartario cartotecnico – liv.6° settore grafico editoriale, informatico e dei servizi innovativi) suddiviso in tre tranche:
– dal 1° agosto 2018, 10 euro;
– dal 1° gennaio 2019, 20 euro;
– dal 1° ottobre 2019, 20 euro.
E’ stata prevista un’importante azione positiva di Welfare contrattuale, a decorrere dal 1° gennaio 2019 con l’avvio del Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa “”SANAPI” per tutti i lavoratori a totale carico delle aziende per una quota pari a 10 euro mensili (120 euro annui). Le parti procederanno al recepimento delle modalità operative che saranno definite al livello Confederale nel rispetto dei termini e delle decorrenze previste.
A decorrere dal 1° gennaio 2019 viene istituiti “flex benefitis” per un importo annuo di 258 euro a lavoratore. Le aziende dovranno mettere a disposizione di tutti i dipendenti a partire dal mese di febbraio di ogni singolo anno detto importo da utilizzare entro il 31 dicembre dell’anno stesso. A livello aziendale si terrà conto delle esigenze dei lavoratori per individuare la gamma di beni e servizi coerenti con le finalità dello strumento “flex benefits”.
Quanto all’orario di lavoro, a decorrere dal 1° gennaio 2019 la durata media della prestazione lavorativa viene portata
Vengono riconosciute 16 ore di ROL (riduzione orario di lavoro) su base annua, nella misura di 8 ore a partire dal 1° gennaio 2019 e ulteriori 8 ore a decorrere dal 1° gennaio 2020.
In aggiunta a quanto sopra, a decorrere dal 1° gennaio 2019, vengono riconosciute nella misura di 32 ore su base annua, i riposi retribuiti a fronte delle festività abolite dalla legge 54/77 e successive modificazioni.
Inoltre, dal 1° gennaio 2019 la tredicesima mensilità è fissata nella normale retribuzione mensile percepita, passando dalle attuali 192 ore e 30 minuti alle 169 ore e, per l’area impiegatizia dal riconoscimento di 30/26 a 26/26.

Collocamento obbligatorio presso le amministrazioni pubbliche

Alla luce delle novità introdotte in materia di collocamento obbligatorio presso le amministrazioni pubbliche, l’Anpal ha fornito chiarimenti per la corretta ed omogenea attuazione del disposto normativo.

La nuova disciplina normativa prevede che, al fine di verificare la corretta e uniforme applicazione della legge 68/1999, le amministrazioni pubbliche, tenute a dare attuazione alle disposizioni in materia di collocamento obbligatorio, inviano il prospetto informativo, al Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri, al Ministero del lavoro e al Centro per l’impiego territorialmente competente. Entro i successivi sessanta giorni le predette amministrazioni pubbliche trasmettono, in via telematica, al servizio inserimento lavorativo disabili territorialmente competente, al Dipartimento della funzione pubblica e al Ministero del lavoro una comunicazione contenente tempi e modalità di copertura della quota di riserva. In tale comunicazione sono indicati, tra l’altro, eventuali bandi di concorso per specifici profili professionali per i quali non è previsto il solo requisito della scuola dell’obbligo, riservati ai soggetti di cui all’articolo 8 della legge 68/1999, o, in alternativa, le convenzioni di cui all’articolo 11 della citata legge.
Come noto, i datori di lavoro soggetti alle disposizioni della medesima legge sono tenuti ad inviare in via telematica agli uffici competenti un prospetto informativo dal quale risultino il numero complessivo dei lavoratori dipendenti, il numero e i nominativi dei lavoratori computabili nella quota di riserva, nonché i posti di lavoro e le mansioni disponibili per i lavoratori disabili. Con l’entrata in vigore dell’articolo 39-quater, comma 1, del d.lgs. 165/2001, introdotto dall’articolo 10 del d.lgs. 75/2017, l’obbligo di invio del prospetto informativo è stato esteso alle “amministrazioni pubbliche, tenute a dare attuazione alle disposizioni in materia di collocamento obbligatorio” ossia alle amministrazioni pubbliche destinatarie degli obblighi di cui agli articoli 3 e 18 della legge 68/1999 a prescindere dalla modifica della situazione occupazionale. Pertanto, le amministrazioni pubbliche destinatarie dei citati obblighi avrebbero dovuto inviare il prospetto informativo anche nei casi in cui, rispetto all’ultimo prospetto inviato, non fossero intervenuti cambiamenti nella situazione occupazionale tali da modificare l’obbligo o da incidere sul computo della quota di riserva.
Qualora le predette amministrazioni non vi abbiano provveduto entro il 31 gennaio 2018 (data che, per l’anno in corso, è stata prorogata al 28 febbraio 2018 con comunicazione sul sito istituzionale del Ministero del lavoro), potranno effettuare l’invio del prospetto informativo entro il termine del 15 settembre 2018, assumendo comunque a riferimento, per l’indicazione dei dati e delle informazioni richieste, la situazione occupazionale al 31 dicembre 2017.
Ciò detto, la nuova procedura telematica, a cui dovranno accedere le amministrazioni pubbliche con scopertura delle quote di riserva, sarà resa disponibile a decorrere dal 23 luglio 2018, all’interno della sezione “Strumenti e servizi” del portale lavoro.gov.it. La trasmissione informatica del modello dovrà essere effettuata entro il 15 settembre 2018.
Con la trasmissione informatica del modello da parte delle amministrazioni pubbliche rientranti nelle fattispecie descritte saranno assolti simultaneamente gli obblighi di invio anche al servizio inserimento lavorativo territorialmente competente e al Dipartimento della funzione pubblica (Nota congiunta n. 7571/2018).

Dal periodo di paga luglio 2018 non è più possibile erogare la Qu.I.R.

Dal periodo di paga luglio 2018 cessa l’obbligo di erogazione della Qu.I.R., pertanto, i datori di lavoro, da tale mese, non saranno più tenuti all’assolvimento degli obblighi informativi e contributivi.

In ogni caso, i datori di lavoro che abbiano avuto accesso al finanziamento della Qu.I.R. dovranno continuare a valorizzare l’elemento <QUIRFinLiquidata> – che contiene le informazioni riferite alla Qu.I.R. liquidata in busta paga attraverso il ricorso al finanziamento assistito da garanzia – fino alla liquidazione in busta paga della quota di TFR maturata nel periodo di paga giugno 2018, ossia fino alle denunce Uniemens di competenza settembre 2018.
Venendo meno l’obbligo di erogare la quota di trattamento di fine rapporto in busta paga, dalle denunce di competenza luglio 2018, i datori – in funzione degli obblighi di legge in materia di TFR e delle scelte operate dai lavoratori in ordine alla sua destinazione – dovranno procedere al ripristino dell’assetto previgente all’entrata in vigore della legge di bilancio 2015, adeguando i relativi obblighi informativi e finanziari: accantonamento in azienda; versamento al Fondo di tesoreria; versamento alla forma pensionistica complementare di destinazione.
La possibilità per i lavoratori dipendenti del settore privato, ad eccezione dei lavoratori domestici e di quelli del settore agricolo, con un rapporto di lavoro in essere da almeno sei mesi, di richiedere al datore di lavoro la liquidazione della quota maturanda del trattamento di fine rapporto (TFR), sotto forma di integrazione della retribuzione mensile, come noto, è stata prevista in via sperimentale dalla legge di bilancio 2018. L’integrazione richiesta viene liquidata mensilmente dal datore in forma diretta, come parte integrativa della retribuzione (Qu.I.R.).

Aumenta l’indennità di mensa per l’industria edile di Rieti

Da luglio 2018 è previsto un aumento dell’indennità di mensa per i dipendenti dell’industria edile di Rieti.

Dall’1/7/2018 l’indennità di mensa sarà:

Operai:
– € 0,88 su base oraria per ogni ora di lavoro ordinario.
– € 7,04 su base giornaliera.

Operai calcestruzzo:
– € 1,06 su base oraria per ogni ora di lavoro ordinario.

Impiegati calcestruzzo:
– € 8,48 su base giornaliera.

Aumenti economici da luglio 2018 per il settore delle Telecomunicazioni

Si riportano le novità economiche a decorrere dal 1° luglio 2018, previste dall’accordo del 23/11/2017 per i lavoratori del settore delle telecomunicazioni

Minimi retributivi dall’1/7/2018

 

Livello

Minimo

Quadro 1.720,60
7 1.720,60
6 1.532,01
5 S 1.305,52
5 1.247,32
4 1.124,55
3 1.029,62
2 913,43
1 774,56

ERS

Con decorrenza 1/7/2018 è riconosciuto un Elemento Retributivo Separato riparametrato nella misura di cui alla tabella che segue.
Tale importo è escluso dalla base di calcolo del trattamento di fine rapporto ed è stato quantificato considerando in esso anche i riflessi sugli istituti di retribuzione diretta ed indiretta, di origine legale o contrattuale, ed è quindi, comprensivo degli stessi.

Livello

Importo

1 6,21
2 7,33
3 8,26
4 9,01
5 10,00
5 S 10,47
6 12,30
7 13,79
Quadro 13,79

Welfare

 

A decorrere dall’1/7/2018 le Aziende attiveranno a beneficio dei lavoratori dipendenti strumenti di Welfare esigibili fino a totale concorrenza di 120,00 euro. Detto costo sarà riproporzionato per i lavoratori a tempo parziale. Tale misura sarà riconosciuta solo per l’anno 2018. Ai fini di quanto previsto con il presente Accordo, le Aziende, in sede di esame congiunto con le rappresentanze sindacali costituite in azienda, individueranno una gamma di beni e servizi coerenti con le caratteristiche dei dipendenti e finalizzata a migliorare la qualità della vita personale e familiare privilegiando quelli con le finalità di educazione, istruzione, ricreazione e assistenza sociale, previdenziale e sanitaria e comunque nell’ambito delle previsioni vigenti di legge.
I lavoratori potranno comunque destinare la suddetta somma al Fondo Telemaco secondo le modalità previste dal Fondo stesso, fermo restando che il costo a carico Azienda non può in ogni caso superare la somma di € 120,00 ovvero l’importo riproporzionato ai sensi del periodo che precede.