INPS: aggiornamento delle procedure per liquidare la pensione quota 100

Si forniscono alcune indicazioni sull’aggiornamento dei sistemi di gestione del conto e di liquidazione della cosiddetta quota 100.

Per consentirne l’individuazione, le pensioni in parola sono state identificate con un codice specifico. Pertanto, il campo “benefici particolari” dell’ex EAP e del folder “Maggiorazione/Benefici di IVSReing viene valorizzato con il codice “14”, decodificato come “Quota 100” DL 4/2019. Il codice viene memorizzato nel database nei campi in GP1AV61 e GP2PBBPAR.
Per gestire il regime delle decorrenze (+3/+6 mesi dalla data di perfezionamento diritto), è stato previsto il nuovo campo “Dipendente pubblico” da valorizzare con SI/NO. L’informazione viene valorizzata: dal sistema UNICARPE (FELPE), nel caso di liquidazione in modalità automatica; dall’operatore in caso di liquidazione in modalità manuale.
Le procedure sono state aggiornate per gestire l’incumulabilità con i redditi da lavoro, infatti, la cosiddetta pensione quota 100 non è cumulabile con i redditi da lavoro dipendente o autonomo, ad eccezione di quelli derivanti da lavoro autonomo occasionale nel limite di 5.000 Euro lordi annui per il periodo compreso tra la data di decorrenza della pensione e la data di maturazione del requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia. I redditi derivanti da qualsiasi attività lavorativa svolta, anche all’estero, successivamente alla decorrenza della pensione e fino alla data di perfezionamento della pensione di vecchiaia prevista nella gestione a carico della quale è stata liquidata la pensione in questione, comportano la sospensione dell’erogazione del trattamento pensionistico nell’anno di produzione di detti redditi. Dunque, nel caso di redditi prodotti nei mesi dell’anno precedenti il perfezionamento del requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia, l’erogazione del trattamento pensionistico è sospesa nel sudetto periodo.
Per la gestione della incumulabilità in argomento è stata istituita la nuova rilevanza 29= INCUMULABILITA’ QUOTA 100: rigo 10 = lavoro autonomo e dipendente (escluso autonomo occasionale art. 2222 c.c.). In questa voce deve confluire sia il reddito da lavoro dipendente, sia il reddito da collaborazione coordinata e continuativa sia reddito da lavoro autonomo; rigo 11= lavoro autonomo occasionale art. 2222 c.c.
I redditi derivanti dallo svolgimento, anche all’estero, di qualsiasi attività lavorativa successivamente alla decorrenza della pensione e fino alla data di decorrenza teorica della pensione di vecchiaia prevista nella gestione a carico della quale è stata liquidata la pensione “quota 100”, comportano la sospensione dell’erogazione del trattamento pensionistico nell’anno di produzione dei redditi.

INPS: verifica dei requisiti per il pagamento delle prestazioni

Si forniscono alcune precisazioni in ordine alle modalità di liquidazione delle prestazioni economiche per invalidità civile, cecità civile, sordità civile e indennità di accompagnamento.

I requisiti amministrativi la cui carenza deve essere eccepita nella fase dell’accertamento tecnico preventivo sono i seguenti: mancata presentazione della domanda amministrativa; decadenza dell’azione giudiziaria; mancanza del requisito dell’età all’atto della domanda amministrativa o all’atto dell’insorgenza dello stato invalidante dichiarato dal giudice; difetto del requisito reddituale o del requisito del mancato svolgimento di attività lavorativa, se già conosciuti dal funzionario. Il funzionario difensore dell’Inps è chiamato a sollevare le diverse eccezioni (che integrano la mancanza dell’interesse ad agire o altre cause di inammissibilità ovvero improcedibilità del ricorso) nella memoria di costituzione in fase di ATPO, eccezioni che dovranno essere ribadite in udienza. Laddove però, nonostante le eccezioni ritualmente formulate, il giudice disponga ugualmente la CTU medico legale, il funzionario, nel caso in cui la CTU sia sfavorevole all’Istituto, dovrà depositare in cancelleria formale dissenso. Ciò in ragione dell’acclarato principio secondo il quale la manifestazione di dissenso è esercitabile sia per motivi sanitari che per motivi extra sanitari e di quello per cui è soltanto la proposizione del dissenso che impedisce che la CTU sia omologata dal giudice.
L’Inps, quindi, raccomanda di esprimere il necessario dissenso avverso la relazione del consulente tecnico d’ufficio sfavorevole all’Istituto medesimo nel caso in cui il giudice, nonostante l’eccezione sollevata da parte del funzionario Inps, abbia comunque dato corso alla perizia.
I funzionari preposti alla liquidazione della prestazione a seguito di decreto di omologa, verificheranno la presenza dei requisiti amministrativi. Pur in presenza del presupposto sanitario, non si procederà alla liquidazione della prestazione economica nell’ipotesi in cui non sia stata presentata la domanda amministrativa oppure laddove manchino gli altri requisiti di legge, sopra elencati, con riferimento ai quali deve essere presentata eccezione nel giudizio per ATPO, nonché il successivo dissenso.

Nel testo di conversione del D.L. 4/2019 anche novità previdenziali e in materia di Cig

Nel testo di conversione del D.L. 4/2019 anche novità previdenziali e in materia di Cig

Nella seduta del 27 febbraio, il Senato ha approvato il testo del DdL di conversione del D.L. 4/2019, che quindi passa al vaglio della Camera dei Deputati. In appresso si evidenziano le novità riguardanti la sospensione dei trattamenti previdenziali per il caso di lavoratori condannati a pena detentiva e che si siano volontariamente sottratti all’esecuzione, nonchè alcuni aspetti della cassa integrazione guadagni.

In sede di conversione, di rilievo è l’introduzione della sanzione accessoria della sospensione del pagamento dei trattamenti previdenziali di vecchiaia e anticipati erogati dagli enti di previdenza obbligatoria, ai soggetti condannati a pena detentiva con sentenza passata in giudicato per i reati reati connessi al terrorismo e all’eversione (associazione, attentato, sequestro di persona), associazione mafiosa, scambio elettorale politico-mafioso, strage, nonché per ogni altro delitto per il quale sia stata irrogata, in via definitiva, una pena non inferiore a due anni di reclusione, che si siano volontariamente sottratti all’esecuzione della pena. La medesima sospensione si applica anche nei confronti dei soggetti evasi o per i quali sia stato dichiarato lo stato di latitanza. I provvedimenti di sospensione sono adottati con effetto non retroattivo dal giudice e comunicati dal pubblico ministero, entro il termine di quindici giorni dalla loro adozione, all’ente gestore dei rapporti previdenziali e assistenziali facenti capo al soggetto sanzionato. La sospensione della prestazione previdenziale può essere revocata dall’autorità giudiziaria che l’ha disposta, previo accertamento del venir meno delle condizioni che l’hanno determinata. Ai fini del ripristino dell’erogazione degli importi dovuti, l’interessato deve presentare domanda al competente ente previdenziale allegando ad essa la copia autentica del provvedimento giudiziario di revoca della sospensione. Il diritto al ripristino decorre dalla data di presentazione della domanda e della prescritta documentazione all’ente previdenziale e non ha effetto retroattivo sugli importi maturati durante il periodo di sospensione. Sempre in materia previdenziale, sono previsti l’incremento del numero massimo di rate (passate da 60 a 120) accordate in caso di riscatto dei periodi non coperti da contribuzione e le norme in materia di trasparenza per cui gli enti erogatori di trattamenti pensionistici hanno l’obbligo di fornire a tutti i soggetti percettori precisa e puntuale informazione circa eventuali trattenute relative alle quote associative sindacali.
Novità infine anche in relazione ai trattamenti di cassa integrazione guadagni. Innanzitutto, la proroga in deroga, anche per l’anno 2020, del periodo di cassa integrazione guadagni straordinaria per riorganizzazione o crisi aziendale. Quindi, la previsione di acconti per sei mensilità di integrazione salariale straordinaria, al fine di garantire la continuità del sostegno al reddito dei lavoratori sospesi da imprese operanti in più regioni con un organico superiore a 500 unità lavorative e con gravi ricadute occupazionali, concentrate nelle aree di crisi complessa, conseguenti alle difficoltà di implementazione delle azioni di riorganizzazione e di accesso alle fonti di finanziamento. Ancora, per i trattamenti di integrazione salariale in deroga, in caso di pagamento diretto della prestazione da parte dell’Inps, la previsione che il datore di lavoro sia obbligato ad inviare all’Istituto tutti i dati necessari per il pagamento dell’integrazione salariale, secondo le modalità stabilite dall’Istituto, entro lo stesso termine di sei mesi previsto per il conguaglio o la richiesta di rimborso; trascorso inutilmente tale termine, il pagamento della prestazione e gli oneri ad essa connessi rimangono a carico del datore di lavoro inadempiente. Infine, il rifinanziamento delle misure di sostegno al reddito per i lavoratori dipendenti dalle imprese delsettore dei call center.