Aggiornamento della residenza sulla carta di circolazione: ecco come rimediare in caso di ritardi

Definita la procedura alternativa da seguire per porre in essere l’aggiornamento della carta circolazione a causa dei ritardi nella consegna ai cittadini delle lettere contenenti i tagliandi con la nuova residenza (Ministero Infrastrutture e Trasporti – circolare n. 52956/2019).

Ai fini dell’aggiornamento della residenza sulla carta di circolazione e sul certificato di circolazione, l’ufficio centrale operativo della Direzione Generale della Motorizzazione, al ricevimento dell’avvenuto cambio di residenza di un cittadino da parte del comune interessato, provvede ad aggiornare la carta di circolazione o il certificato di circolazione, trasmettendo per posta, alla nuova residenza dell’intestatario cui si riferisce il documento di circolazione, un tagliando di convalida da apporre sul documento medesimo.

Per problemi tecnici riguardanti la procedura di recapito dei suddetti tagliandi, si stanno verificando ritardi nella consegna ai cittadini delle lettere contenenti i tagliandi adesivi. In tal senso, l’ufficio centrale operativo, al fine di evitare ai cittadini interessati disagi che potrebbero sorgere in sede di controlli su strada, ha disposto di recapitare via posta elettronica, a tutti i soggetti che segnalano il mancato ricevimento dei tagliandi al call center dell’UCO (numero verde 800 232323), una lettera attestante l’avvenuto aggiornamento della residenza sull’Archivio Nazionale dei Veicoli da stampare ed allegare al documento di circolazione, in attesa di ricevere il tagliando autoadesivo.

Credito d’imposta sugli investimenti pubblicitari incrementali

Forniti chiarimenti sul periodo di presentazione delle domande per il 2019 per l’accesso all’agevolazione del credito d’imposta sugli investimenti pubblicitari incrementali effettuati sulla stampa e sulle emittenti radio-televisive a diffusione locale.

Si rammenta, al riguardo, che il periodo di presentazione delle domande di accesso all’agevolazione è fissato nella finestra temporale che va dal 1° al 31 marzo, sul presupposto naturalmente, dell’esistenza della disponibilità delle necessarie risorse entro tale data.
Per l’anno 2019, la misura non è stata ancora rifinanziata e, pertanto, non essendo disponibili le necessarie coperture finanziarie, non è possibile presentare le comunicazioni per l’accesso all’agevolazione.
Il Dipartimento darà in ogni caso  tempestiva notizia della eventuale disponibilità di nuove risorse e delle procedure che saranno, in quel caso, attivate.

Irap esclusa per l’avvocato che condivide studio e segretaria

Deve ritenersi esclusa da Irap l’attività professionale svolta dall’avvocato in forma individuale, condividendo i locali dello studio con altro collega, nonché la segreteria dipendente di quest’ultimo, per la quale è corrisposto un contributo a titolo di rimborso spese dei servizi di segreteria

FATTO

L’istanza di rimborso IRAP presentata dall’avvocato è stata rigettata dall’Agenzia delle Entrate mediante silenzio-rifiuto.
Il professionista ha impugnato il silenzio-rifiuto affermando di lavorare da solo, senza l’apporto collaborativo di altri, con il minimo di attrezzatura necessaria, tale da escludere il presupposto di applicazione dell’imposta della presenza di un’autonoma organizzazione. In particolare, l’attività è svolta condividendo con altro avvocato i locali dello studio e le spese di segreteria.
I giudici tributari hanno ritenuto illegittima la richiesta di rimborso, rilevando che la regolare corresponsione, con cadenza annuale, al collega di studio quale contributo spese per il servizio di segreteria indichi l’esistenza di un’autonoma organizzazione, di cui il professionista si avvale nell’esercizio della propria attività, riconoscendovi i presupposti per l’assoggettamento ad IRAP.

DECISIONE DELLA CASSAZIONE

Riformando la decisione dei giudici tributari, la Corte di Cassazione ha affermato che l’applicazione dell’imposta deve trovare giustificazione in una specifica capacità contributiva del soggetto colpito, che coinvolge la capacità produttiva dell’obbligato se accresciuta e potenziata da una attività autonomamente organizzata, nel cui ambito assume rilievo anche la presenza di un solo dipendente, ma senza che di per sé l’apporto del lavoro altrui induca ad affermare la sussistenza del requisito, spettando tale apprezzamento al giudice di merito.
Non di meno, il presupposto dell’autonomia organizzativa non sussiste qualora il professionista impieghi lavoro altrui non eccedente un dipendente con mansioni esecutive.
Secondo i giudici della Suprema Corte, tale esimente ricorre nel caso di specie, dove la ricorrente spesa per servizi di segreteria non indica la presenza, nei locali dello studio, di un’organizzazione della quale il professionista si avvale e sulla quale ha regolato lo svolgimento della professione, bensì le spese sono relative ad una segretaria condivisa con collega di studio, per cui si ricade nell’ambito dell’utilizzo in forma non esclusiva di una dipendente con mansioni meramente esecutive.
In tal caso, dunque, l’attività professionale deve ritenersi non soggetta ad Irap, legittimando la richiesta di rimborso.