Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza: esame definitivo

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della giustizia, ha approvato, in esame definitivo, il decreto legislativo che introduce il nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (Presidenza del Consiglio dei Ministri – Comunicato 10 gennaio 2019, n. 37).

Tra le principali novità:
– sostituito il termine fallimento con l’espressione “liquidazione giudiziale”, in conformità a quanto avviene in altri Paesi europei, come la Francia o la Spagna, al fine di evitare il discredito sociale anche personale che anche storicamente si accompagna alla parola “fallito”;
– introdotto un sistema di allerta finalizzato a consentire la pronta emersione della crisi, nella prospettiva del risanamento dell’impresa e comunque del più elevato soddisfacimento dei creditori;
– priorità di trattazione alle proposte che comportino il superamento della crisi assicurando continuità aziendale;
– privilegiate, tra gli strumenti di gestione delle crisi e dell’insolvenza, le procedure alternative a quelle dell’esecuzione giudiziale;
– uniformata e semplificata la disciplina dei diversi riti speciali previsti dalle disposizioni in materia concorsuale;
– prevista la riduzione della durata e dei costi delle procedure concorsuali;
– istituito presso il Ministero della giustizia un albo dei soggetti destinati a svolgere su incarico del tribunale funzioni di gestione o di controllo nell’ambito di procedure concorsuali, con l’indicazione dei requisiti di professionalità esperienza e indipendenza necessari all’iscrizione;
– armonizzate le procedure di gestione della crisi e dell’insolvenza del datore di lavoro con forme di tutela dell’occupazione e del reddito di lavoratori.

Irap: abrogate deduzioni e credito d’imposta

La Legge di Bilancio 2019 ha modificato le disposizioni comuni per la determinazione del valore della produzione netta e il credito d’imposta introdotto dalla Legge di Stabilità 2015 (art. 1, commi da 1084 a1087, L. n. 145/2018).

Nell’ambito della disciplina Irap vengono abrogate due agevolazioni:

– la deduzione in favore delle persone giuridiche soggette alla relativa imposta sul reddito, esclusi le banche, gli altri enti finanziari, le imprese di assicurazione e le imprese operanti in concessione e a tariffa nei settori dell’energia, dell’acqua, dei trasporti, delle infrastrutture, delle poste, delle telecomunicazione, della raccolta e depurazione delle acque di scarico e della raccolta e smaltimento rifiuti, per un importo fino a 15mila euro su base annua, per ogni lavoratore dipendente a tempo indeterminato impiegato nel periodo d’imposta nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, aumentato a 21.000 euro per i lavoratori di sesso femminile nonché per quelli di età inferiore a 35 anni;

– il credito d’imposta del 10%, utilizzabile in compensazione, previsto a favore dei soggetti che determinano il valore della produzione netta secondo le regole generali e che non si avvalgono di lavoratori dipendenti.

Bilancio 2019: ampliate le disposizioni sullo “sport bonus”

Novità in materia di “sport bonus” (art. 1, co. 621-628, L. n. 145/2018).

Nel 2019, il credito d’imposta, spettante per le erogazioni liberali in denaro effettuate da privati per interventi di manutenzione e restauro di impianti sportivi pubblici e per la realizzazione di nuove strutture sportive pubbliche, è riconosciuto:
– alle persone fisiche e agli enti non commerciali nel limite del 20% del reddito imponibile;
– ai soggetti titolari di reddito d’impresa nel limite del 10 per mille dei ricavi annui,
in misura pari al 65% delle erogazioni effettuate, anche nel caso in cui le stesse siano destinate ai soggetti concessionari o affidatari degli impianti medesimi.
Il bonus è ripartito in tre quote annuali di pari importo e non è cumulabile con altra agevolazione fiscale prevista per le medesime erogazioni.
Ferma restando tale ripartizione, per i soggetti titolari di reddito d’impresa il credito d’imposta è utilizzabile, nel limite complessivo di 13,2 milioni di euro, tramite compensazione, e non rileva ai fini delle imposte sui redditi e dell’IRAP.
Peraltro, non si applicano:
– il limite annuale di 250.000 euro di utilizzo dei crediti d’imposta da indicare nel quadro RU della dichiarazione dei redditi;
– il limite massimo dei crediti di imposta e dei contributi compensabili, ovvero rimborsabili ai soggetti intestatari di conto fiscale, è fissato di 700.000 euro per ciascun anno solare.

Novità per i contribuenti colpiti dal Sisma Centro Italia

La Legge di Bilancio 2019 ha esteso le agevolazioni previste per la ZFU istituita nel territorio dei comuni terremotati del Centro Italia alle imprese che intraprendono iniziative economiche entro il 31 dicembre 2019 ed ha prorogato i termini di ripresa dei tributi sospesi, nonché degli adempimenti e dei versamenti contributivi (art. 1, co. 759 e co. da 991 a 998, L. n. 145/2018).

La Legge di Bilancio 2019 ha ammesso alle agevolazioni previste allaZona Franca Urbana Sisma Centro Italia, anche le imprese che intraprendono una nuova iniziativa economica all’interno delle stessa ZFU entro il 31 dicembre 2019, con la solo esclusione delle imprese operanti nel settore dell’edilizia e dell’impiantistica, che alla data del 24 agosto 2016 non avevano le sedi nei territori colpiti.
Oltre ad estendere le agevolazioni ad ulteriori soggetti, la norma estende anche la fruibilità dell’agevolazione ai periodi d’imposta 2019 e 2020.

Relativamente alle proroghe invece:
– è prorogata al 1° giugno 2019 il termine di ripresa dei versamenti dei tributi sospesi, nonché degli adempimenti e dei versamenti contributivi nelle zone colpite dal sisma del 2016, elevando a 120 il numero di rate in cui sono dilazionabili i versamenti;
– è esentato da IRPEF e IRES, fino alla definitiva ricostruzione e agibilità dei fabbricati e, comunque, fino all’anno di imposta 2020, il reddito dei medesimi fabbricati ubicati nelle zone colpite dagli eventi sismici del 2016 e 2017;
– è prorogata al 1° gennaio 2020 la sospensione dei termini per la notifica delle cartelle di pagamento e per la riscossione delle somme risultanti dagli atti di accertamento esecutivo e delle somme accertate e a qualunque titolo dovute all’INPS, nonché per le attività esecutive da parte degli agenti della riscossione, e dei termini di prescrizione e decadenza relativi all’attività degli enti creditori, ivi compresi quelli degli enti locali.

Inoltre, non è dovuta l’imposta per le insegne di esercizio di attività commerciali e di produzione di beni o servizi e la tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche, per le attività con sede legale o operativa nei territori delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria.

Iper-ammortamento: prorogata la maggiorazione per investimenti “industria 4.0”

Prorogate per il 2019 le agevolazioni cc.dd. “Iper-ammortamento” e “Super-ammortamento” che prevedono la maggiorazione del costo ammortizzabile per gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi e nei connessi beni immateriali strumentali, finalizzati alla trasformazione tecnologica e digitale secondo il modello “Industria 4.0”.

L’agevolazione cd. “Iper-ammortamento” è prorogata per gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi che rispondono ai criteri del modello “Industria 4.0” effettuati entro il 31 dicembre 2019. Il beneficio è riconosciuto anche per i medesimi investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2020 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2019 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione.
In ogni caso gli investimenti agevolati devono essere destinati a strutture produttive situate nel territorio dello Stato.
Per i medesimi periodi è prorogato altresì il cd. “Super-ammortamento” per gli investimenti in beni immateriali strumentali connessi a investimenti in beni materiali «industria 4.0».

LA MISURA DEI BENEFICI

Ai fini dell’Iper-ammortamento 2019 il costo di acquisizione degli investimenti agevolati è maggiorato nella misura del:
– 170% per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
– 100% per gli investimenti oltre 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro;
– 50% per gli investimenti oltre 10 milioni di euro e fino a 20 milioni di euro.
La maggiorazione non si applica sulla parte di investimenti complessivi eccedente il limite di 20 milioni di euro.

Ai fini del “Super-ammortamento 2019”, invece, il costo di acquisizione degli investimenti agevolati è maggiorato del 40%. I beni immateriali strumentali per i quali è possibile beneficiare del “super-ammortamento 2019” restano quelli individuati nell’allegato B della Legge di Bilancio 2017.

ATTESTAZIONE CARATTERISTICHE “INDUSTRIA 4.0”

Per la fruizione di entrambi i benefici deve essere prodotta una dichiarazione resa dal legale rappresentante, ovvero, per i beni aventi ciascuno un costo di acquisizione superiore a 500.000 euro, una perizia tecnica giurata rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritti nei rispettivi albi professionali ovvero un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato, attestanti che il bene possiede le caratteristiche tecniche e di interconnessione secondo il modello “Industria 4.0”.

DETERMINAZIONE DEGLI ACCONTI DI IMPOSTA

Non si tiene conto delle agevolazioni nella determinazione degli acconti d’imposta dovuti per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2019 e per quello successivo.

BENI ESCLUSI DALL’AGEVOLAZIONE

L’Iper-ammortamento 2019 non è applicabile agli investimenti:
– in beni materiali strumentali per i quali il DM Finanze 31.12.1988 prevede un coefficiente di ammortamento inferiore al 6,5 per cento;
– in fabbricati e costruzioni.
Sono altresì esclusi dal beneficio gli investimenti nei seguenti beni specificamente individuati:

Gruppo V – Industrie manifatturiere alimentari Specie 19 – Imbottigliamento di acque minerali naturali Condutture 8,0%
Gruppo XVII – Industrie dell’energia elettrica, del gas e dell’acqua Specie 2/b – Produzione e distribuzione di gas naturale Condotte per usi civili (reti urbane) 8,0%
Gruppo XVII – Industrie dell’energia elettrica, del gas e dell’acqua Specie 4/b – Stabilimenti termali, idrotermali Condutture 8,0%
Gruppo XVII – Industrie dell’energia elettrica, del gas e dell’acqua Specie 2/b – Produzione e distribuzione di gas naturale Condotte dorsali per trasporto a grandi distanze dai centri di produzione 10,0%
Gruppo XVII – Industrie dell’energia elettrica, del gas e dell’acqua Specie 2/b – Produzione e distribuzione di gas naturale Condotte dorsali per trasporto a grandi distanze dai giacimenti gassoso acquiferi; condotte di derivazione e di allacciamento 12,0%
Gruppo XVIII – Industrie dei trasporti e delle telecomunicazioni Specie 4 e 5 – Ferrovie, compreso l’esercizio di binari di raccordo per conto terzi, l’esercizio di vagoni letto e ristorante. Tramvie interurbane, urbane e suburbane, ferrovie metropolitane, filovie, funicolari, funivie,slittovie ed ascensori Materiale rotabile, ferroviario e tranviario (motrici escluse) ad eccezione dei macchinari e delle attrezzature, anche circolanti su rotaia, necessari all’esecuzione di lavori di manutenzione e costruzione di linee ferroviarie e tranviarie 7,5%
Gruppo XVIII – Industrie dei trasporti e delle telecomunicazioni Specie 1, 2 e 3 – Trasporti aerei, marittimi, lacuali, fluviali e lagunari Aereo completo di equipaggiamento (compreso motore a terra e salvo norme a parte in relazione ad esigenze di sicurezza) 12,0%

Anche per il 2019 sì al bonus casa e bonus verde

Confermate le detrazioni fiscali per le spese sostenute per gli interventi di riqualificazione energetica e di recupero del patrimonio edilizio, bonus mobili e grandi elettrodomestici e bonus verde (art. 1, co. 67 e 68, L. n. 145/2018).

Nello specifico:
– è stata prorogata al 31 dicembre 2019 la scadenza per la detrazione dall’imposta lorda nella misura del 65%:
   * per le spese relative ad interventi di riqualificazione energetica documentate e rimaste a carico del contribuente, sostenute dal 6 giugno 2013;
   * per l’acquisto e la posa in opera delle schermature solari, sostenute dal 1° gennaio 2015, fino a un valore massimo della detrazione di 60.000 euro;
   * per l’acquisto e la posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti, sostenute dal 1° gennaio 2019 al 31 dicembre 2019, fino a un valore massimo della detrazione di 100.000 euro. Per poter beneficiare della suddetta detrazione gli interventi in oggetto devono condurre a un risparmio di energia primaria (PES), pari almeno al 20%;
– per le spese, sostenute dal 1° gennaio 2019, relative agli interventi di acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi, di schermature solari e di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto, è stata confermata la riduzione al 50% della detrazione d’imposta;
– la detrazione nella misura del 50% si applica altresì alle spese sostenute nell’anno 2019 per l’acquisto e la posa in opera di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, fino a un valore massimo della detrazione di 30.000 euro;
– è stato prorogato dal 31 dicembre 2018 al 31 dicembre 2019, il termine per la detrazione dall’imposta lorda per interventi di ristrutturazione edilizia pari al 50% per le spese documentate e sostenute dal 26 giugno 2012, fino ad un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 96.000 euro per unità immobiliare;
– relativamente alle detrazioni fiscali per l’acquisto di mobili, spettanti ai contribuenti che fruiscono della detrazione per ristrutturazione edilizia, con la Legge di Bilancio 2019 l’agevolazione è riconosciuta anche per le ulteriori spese documentate sostenute nell’anno 2019 per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore ad A+, nonché A per i forni, per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica, finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione. La detrazione, da ripartire tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo, spetta nella misura del 50% delle spese sostenute ed è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro, considerato, per gli interventi effettuati nell’anno 2018 ovvero per quelli iniziati nel medesimo anno e proseguiti nel 2019, al netto delle spese sostenute nell’anno 2018 per le quali si è fruito della detrazione;
– Anche per l’anno 2019 è stato prorogato il “bonus verde”, ossia la detrazione IRPEF del 36% delle spese documentate, fino ad un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 5.000 euro per unità immobiliare ad uso abitativo, sostenute ed effettivamente rimaste a carico dei contribuenti che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, l’immobile sul quale sono effettuati gli interventi relativi alla:
   * “sistemazione a verde” di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi;
   * realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.

Credito d’imposta per le edicole

La Legge di Bilancio 2019 ha riconosciuto alle edicole, per gli anni 2019 e 2020, un credito d’imposta parametrato agli importi pagati a titolo di Imu, Tasi, Cosap e Tari con riferimento ai locali dove viene svolta l’attività (art. 1, commi da 806 a 809, L. n. 145/2018).

Il credito d’imposta è stabilito nella misura massima di 2.000 euro, ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione ai mediante modello F24.
Spetta esclusivamente agli esercenti attività commerciali che operano esclusivamente nel settore della vendita al dettaglio di giornali, riviste e periodici è riconosciuto un credito d’imposta parametrato agli importi pagati a titolo di IMU, TASI, Cosap e TARI con riferimento ai locali dove si svolge la medesima attività di vendita di giornali, riviste e periodici al dettaglio, nonché ad altre eventuali spese di locazione o ad altre, anche in relazione all’assenza di punti vendita della stampa nel territorio comunale.
È riconosciuto anche agli esercenti attività commerciali non esclusivi, a condizione che la predetta attività commerciale rappresenti l’unico punto vendita al dettaglio di giornali, riviste e periodici nel comune di riferimento.

Bollo sulla FE: nuove modalità di pagamento

Disposta la nuova modalità per pagare l’imposta di bollo relativa alla fatturazione elettronica (Ministero dell’Economia e delle Finanze – Decreto 28 dicembre 2018).

Dal 1° gennaio 2019, Il pagamento dell’imposta di bollo relativa alle fatture elettroniche emesse in ciascun trimestre solare è effettuato entro il giorno 20 del primo mese successivo.
Per facilitare l’adempimento da parte del contribuente, al termine di ogni trimestre l’Agenzia delle entrate rende noto l’ammontare dell’imposta dovuta sulla base dei dati presenti nelle fatture elettroniche inviate attraverso il Sistema di interscambio.
Il pagamento dell’imposta può essere effettuato mediante il servizio presente nella predetta area riservata, con addebito su conto corrente bancario o postale, oppure utilizzando il modello F24.
Le fatture elettroniche per le quali è obbligatorio l’assolvimento dell’imposta di bollo devono riportare specifica annotazione di assolvimento dell’imposta.

Online il modello per il saldo e stralcio delle cartelle

L’Agenzia delle entrate-Riscossione ha pubblicato sul proprio sito internet il modello “SA-ST” per presentare la domanda di adesione al “saldo e stralcio delle cartelle (Agenzia Entrate-Riscossione – comunicato 07 gennaio 2019).

Il modello SA-ST può essere utilizzato esclusivamente dalle persone fisiche che versano in situazione di grave e comprovata difficoltà economica e consente di pagare i debiti fiscali e contributivi in forma ridotta, con una percentuale che varia dal 16 al 35% dell’importo dovuto già scontato delle sanzioni e degli interessi di mora. Ai fini della presentazione del modello, i contribuenti interessati devono avere un ISEE del nucleo familiare non superiore a 20 mila euro e debiti affidati all’agente della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2017 derivanti esclusivamente da:
– omesso versamento di imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali, a titolo di tributi e relativi interessi e sanzioni;
– omesso versamento di contributi dovuti dagli iscritti alle casse previdenziali professionali o alle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi dell’Inps con esclusione di quelli richiesti a seguito di accertamento.

In assenza dei suddetti requisiti, la presentazione della domanda di adesione al “saldo e stralcio” è considerata in automatico come richiesta di accesso alla rottamazione-ter.

Il modello deve essere presentato entro il 30 aprile 2019 tramite posta elettronica certificata (PEC), insieme alla copia del documento di identità e alla documentazione allegata, alla casella PEC della Direzione Regionale dell’Agenzia delle entrate-Riscossione di riferimento, oppure consegnato agli sportelli dell’Agenzia delle entrate-Riscossione ed è disponibile, oltre che sul sito www.agenziaentrateriscossione.gov.it, anche in tutti gli sportelli di Agenzia delle entrate-Riscossione.

Imprese che investono gli utili in personale e nuovi beni: tassazione agevolata

A decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2018, è introdotta la tassazione agevolata del reddito delle imprese commerciali che reinvestono gli utili realizzati in azienda incrementando i livelli occupazionali e gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi. L’agevolazione si applica sia ai fini IRES che IRPEF, ma sono escluse le imprese che adottano regimi forfetari di determinazione del reddito.

La Legge di Bilancio 2019 introduce la tassazione agevolata del reddito, corrispondente agli utili reinvestiti in azienda, nelle imprese commerciali che realizzano un incremento dei livelli occupazionali ed effettuano investimenti in beni materiali strumentali nuovi.
L’agevolazione è indirizzato principalmente ai soggetti IRES, ma può essere fruito anche ai fini dell’IRPEF, dagli imprenditori individuali e dalle società in nome collettivo e in accomandita semplice in regime in relazione al reddito d’impresa dichiarato. In tal caso, qualora l’impresa operi in regime di contabilità semplificata, l’agevolazione è riconosciuta a condizione che le scritture contabili, e in particolare l’inventario, siano integrate con apposito prospetto da cui risultino la destinazione a riserva dell’utile di esercizio e le vicende della riserva.
L’agevolazione è costituita da una riduzione del 9% dell’aliquota d’imposta ordinaria. Ciò significa che nel caso di soggetti IRES l’aliquota agevolata sarà pari al 15 per cento, mentre per i soggetti IRPEF la riduzione deve essere applicata alle aliquote progressive a partire da quella più elevata.
L’aliquota agevolata è applicata alla parte del reddito complessivo netto corrispondente agli utili del periodo d’imposta precedente a quello per il quale è presentata la dichiarazione, conseguiti nell’esercizio di attività commerciali, accantonati a riserve diverse da quelle di utili non disponibili, nei limiti dell’importo corrispondente alla somma:
a) degli investimenti effettuati in beni strumentali materiali nuovi;
b) del costo del personale dipendente assunto con contratto di lavoro a tempo determinato o indeterminato.
Per i soggetti IRPEF l’aliquota agevolata si applica alla quota parte del reddito complessivo attribuibile al reddito d’impresa.
Per espressa previsione, la tassazione agevolata degli utili reinvestiti è cumulabile con altri benefici eventualmente concessi, ma è esclusa in caso di adozione di regimi forfetari di determinazione del reddito.

CONSOLIDATO NAZIONALE E MONDIALE

Nelle società che optano per il consolidato nazionale o mondiale la quota di reddito su cui spetta l’applicazione dell’aliquota ridotta, determinato secondo la disciplina agevolativa da ciascun soggetto partecipante al consolidato, è utilizzato dalla società o ente controllante, ai fini della liquidazione dell’imposta dovuta, fino a concorrenza del reddito eccedente le perdite computate in diminuzione.

SOCIETÀ DI CAPITALI IN REGIME DI TRASPARENZA FISCALE

Nelle società di capitali che optano per la trasparenza fiscale, l’importo su cui spetta l’applicazione dell’aliquota ridotta, determinato secondo la disciplina agevolativa dalla società partecipata, è attribuito a ciascun socio in misura proporzionale alla sua quota di partecipazione agli utili. La quota attribuita non utilizzata dal socio è computata in aumento dell’importo su cui spetta l’aliquota ridotta dell’esercizio successivo.

RISERVE DI UTILI

Ai fini dell’agevolazione si considerano riserve di utili non disponibili le riserve formate con utili diversi da quelli realmente conseguiti, in quanto derivanti da processi di valutazione. Rilevano gli utili realizzati a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2018 e accantonati a riserva, ad esclusione di quelli destinati a riserve non disponibili, al netto delle riduzioni del patrimonio netto con attribuzione, a qualsiasi titolo, ai soci o partecipanti;

INVESTIMENTI AGEVOLABILI

Ai fini dell’agevolazione per investimento si intendono la realizzazione di nuovi impianti nel territorio dello Stato, il completamento di opere sospese, l’ampliamento, la riattivazione, l’ammodernamento di impianti esistenti e l’acquisto di beni strumentali materiali nuovi, anche mediante contratti di locazione finanziaria, destinati a strutture situate nel territorio dello Stato.
Sono esclusi gli investimenti in immobili e in veicoli dati in uso promiscuo ai dipendenti per la maggior parte del periodo d’imposta.
Per ciascun periodo d’imposta, l’ammontare degli investimenti è determinato in base all’importo degli ammortamenti deducibili dei beni strumentali materiali, acquisiti a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2018, nei limiti dell’incremento del costo complessivo fiscalmente riconosciuto di tutti i beni strumentali materiali, ad eccezione di quelli di cui al periodo precedente, assunto al lordo delle quote di ammortamento dei beni strumentali materiali nuovi dedotte nell’esercizio, rispetto al costo complessivo fiscalmente riconosciuto di tutti i beni strumentali materiali, ad eccezione di quelli di cui al periodo precedente, assunto al netto delle relative quote di ammortamento dedotte, del periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2018.

INCREMENTO DEL PERSONALE

Ai fini dell’agevolazione, il costo del personale dipendente rileva in ciascun periodo d’imposta, a condizione che tale personale sia destinato per la maggior parte del periodo d’imposta a strutture produttive localizzate nel territorio dello Stato e che si verifichi l’incremento del numero complessivo medio dei lavoratori dipendenti impiegati nell’esercizio di attività commerciali rispetto al numero dei lavoratori dipendenti assunti al 30 settembre 2018, nel limite dell’incremento complessivo del costo del personale rispetto a quello del periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2018.
L’incremento è considerato, limitatamente al personale impiegato per la maggior parte del periodo d’imposta nelle strutture produttive localizzate nel territorio dello Stato, al netto delle diminuzioni occupazionali verificatesi in società controllate o collegate o facenti capo, anche per interposta persona, allo stesso soggetto; a tal fine, per gli enti non commerciali, la base occupazionale è individuata con riferimento al personale dipendente impiegato nell’attività commerciale e il beneficio spetta solo con riferimento all’incremento dei lavoratori utilizzati nell’esercizio di tale attività. In caso di lavoratori impiegati anche nell’esercizio di attività istituzionale si considera, sia ai fini dell’individuazione della base occupazionale di riferimento e del suo incremento, sia ai fini della rilevazione del costo, il solo personale dipendente riferibile all’attività commerciale, individuato in base al rapporto tra l’ammontare dei ricavi e degli altri proventi relativi all’attività commerciale e l’ammontare complessivo di tutti i ricavi e proventi.
Per i soggetti che assumono la qualifica di datore di lavoro a decorrere dal 1° ottobre 2018, ogni lavoratore dipendente assunto costituisce incremento della base occupazionale.
Nell’ipotesi di impresa subentrante ad altra nella gestione di un servizio pubblico, anche gestito da privati, comunque assegnata, il beneficio spetta limitatamente al numero dei lavoratori assunti in più rispetto a quello dell’impresa sostituita.
I lavoratori dipendenti part-time sono computati nella base occupazionale in misura proporzionale alle ore di lavoro prestate rispetto a quelle previste dal contratto collettivo nazionale.
I soci lavoratori di società cooperative sono equiparati ai lavoratori dipendenti.

In ogni caso l’agevolazione è riconosciuta a condizione che siano rispettate, per tutti i lavoratori, le prescrizioni dei contratti collettivi nazionali di lavoro e le norme in materia di salute e sicurezza dei lavoratori.