Omesse ritenute previdenziali: dal superamento della soglia dipende la disciplina della prescrizione


In tema di omesso versamento di ritenute previdenziali, ai fini del computo della prescrizione per i fatti pregressi alla modifica normativa, la normativa più favorevole va individuata, nel caso di superamento della soglia di punibilità di 10.000 euro annui, nella normativa previgente, secondo cui il momento consumativo del reato coincideva con la scadenza del termine previsto per ogni versamento mensile

In parziale riforma della decisione resa dal Tribunale di prime cure, la Corte d’appello territoriale aveva ridotto a mesi quattro di reclusione la pena inflitta al datore di lavoro, pur confermando la sua responsabilità penale in ordine al reato relativo all’omesso versamento delle ritenute previdenziali. Ricorre così in Cassazione il medesimo, lamentando la ritenuta sussistenza della prova dell’effettiva corresponsione della retribuzioni ai lavoratori. Il ricorrente, in particolare, contesta la motivazione della sentenza, nella parte in cui ha ritenuto affidabili e veritieri i dati contenuti nel prospetto redatto dall’INPS in base ai modelli DM10, che si presume attestino l’effettivo pagamento degli stipendi. Con un secondo motivo, altresì, si deduce che i fatti contestati erano prescritti alla data di deliberazione della sentenza impugnata.
Per la Suprema Corte il primo motivo è manifestamente infondato. Invero, va data continuità all’orientamento giurisprudenziale di legittimità, secondo cui, in tema di omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali, la presentazione da parte del datore di lavoro degli appositi modelli DM10, attestanti le retribuzioni corrisposte ai dipendenti e l’ammontare degli obblighi contributivi, è valutabile, in assenza di elementi di segno contrario, come prova della effettiva corresponsione degli emolumenti ai lavoratori. Nel caso di specie, dai modelli DM10 risultano, in modo puntuale, gli importi dovuti e non corrisposti per ciascun periodo, nonché il numero e la generalità dei dipendenti a cui questi di riferiscono. La veridicità di tali dati è provata in quanto:
– non sono stati contestati dall’imputata, la quale, comunque, non ha fornito una prova contraria;
– nell’ipotesi di mancata corresponsione delle retribuzioni ai lavoratori, il datore di lavoro deve inserire nel modello DM10 la dicitura “non ha trattenuto la quota contributiva a carico dei lavoratori dipendenti”, nel caso in esame mancante.
Quanto invece all’eccepito decorso del termine di prescrizione, a seguito della nuova formulazione della norma in tema di omesso versamento di contributi previdenziali ed assistenziali, ai fini del computo della prescrizione per i fatti pregressi alla modifica introdotta nel 2016, la normativa più favorevole va individuata:
– nel caso in cui non sia stata superata la soglia di punibilità di 10.000 euro annui, nella nuova previsione normativa;
– nell’ipotesi di superamento di detta soglia, nella normativa previgente, secondo la quale il momento consumativo del reato coincideva con la scadenza del termine previsto per ogni versamento mensile, ovvero con il giorno 16 del mese successivo a quello cui si riferiscono i contributi.