Interporto: in caso di fusione è parziale la deducibilità degli interessi dell’incorporata


Gli interessi passivi sostenuti, e non ancora dedotti, da una società incorporata, concorrono alla formazione del reddito imponibile della società beneficiaria dell’operazione di riorganizzazione aziendale fino a concorrenza degli interessi attivi e proventi assimilati. L’eventuale eccedenza è deducibile nel limite del 30 per cento del risultato operativo lordo (ROL) della gestione caratteristica (Agenzia Entrate – risposta 05 novembre 2018, n. 62).

Questo è il chiarimento fornito dall’Agenzia delle Entrate che si è espressa in merito al caso di una società costituita per la costruzione, la realizzazione e la gestione commerciale/imprenditoriale di un interporto, che ha incorporato un’altra compagine costituita al solo fine di rispettare l’obbligo che imponeva la separazione delle attività tecnico-immobiliari dal ruolo istituzionale, con lo scopo esclusivo di fornire alla società madre tutta una serie di attività funzionali, essenziali alla gestione interportuale.


In particolare, è stato precisato che relativamente al caso di specie, gli oneri finanziari possono essere dedotti dalla società incorporante nel limite degli interessi attivi e proventi assimilati e l’eccedenza in misura pari al 30% del valore del Rol, con riferimento ai valori contabili riferibili alla beneficiaria dell’operazione di riorganizzazione.