Adottato il modello di comunicazione “Uni-Intermittente”

Adottato il modello “Uni-Intermittente” per comunicare la chiamata del lavoro intermittente, disponibile sul portale “Cliclavoro”.

Dal 3 luglio 2013, la comunicazione del lavoro intermittente deve essere trasmessa:
– tramite il modello “UNI_Intermittente” per e-mail all’indirizzo di posta elettronica certificata appositamente creato oppure attraverso il servizio informatico reso disponibile sul portale cliclavoro. Tale modello deve essere debitamente compilato con i dati identificativi del lavoratore e del datore di lavoro, la data di inizio e fine della prestazione lavorativa cui la chiamata si riferisce;
– l’invio del SMS, in caso di prestazione da rendersi non oltre le 12 ore dalla comunicazione;
– esclusivamente nei casi di malfunzionamento dei sistemi suddetti, al numero FAX della competente DTL.
In questi casi costituisce prova dell’avvenuto adempimento la comunicazione di malfunzionamento del sistema unitamente alla ricevuta di trasmissione del FAX, anche se la ricezione dello stesso non sia andata a buon fine per cause imputabili all’Ufficio.
La trasmissione effettuata con modalità diverse da quelle indicate non è valida ai fini dell’assolvimento dell’obbligo.

ALIMENTAZIONE-PANIFICAZIONE: prorogata la disciplina dell’apprendistato

Sottoscritto il 19/6/2013, tra la CNA Alimentare, la Confartigianato Alimentazione, la Casartigiani, la CLAII e la FLAI-CGIL, la FAI-CISL, la UILA-UIL, l’accordo di proroga della disciplina dell’apprendistato professionalizzante per i dipendenti di aziende artigiane del comparto alimentare e panificazione.

Considerato che, con l’accordo del 16/4/2013, le parti firmatarie avevano gia convenuto di prorogare al 30/4/2013 gli effetti dell’Accordo Interconfederale del 3/5/2012 che definisce per l’Artigianato la disciplina transitoria dei contratti di apprendistato di cui al D.Lgs. 14/9/2011 n. 167, la stesse hanno nuovamente prorogato gli effetti del suddetto Accordo Interconfederale fino al 31/7/2013.

Si ricorda che, l’accordo suddetto stabilisce quanto segue:

– L’apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere è un contratto di lavoro a tempo indeterminato finalizzato all’acquisizione di una qualifica professionale ai fini contrattuali.

– Le durate del periodo di apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere sono quelle stabilite dai contratti collettivi. Laddove però, sono superiori ai 5 anni devono essere ridotte a 5 anni, a tutti gli effetti contrattuali, ivi compresi quelli retributivi.

– La retribuzione spettante all’apprendista è quella stabilita dai contratti collettivi. Relativamente ai soli semestri per i quali, in questi contratti, è previsto che la retribuzione venga determinata applicando il sistema del sotto inquadramento, fino ad un massimo di due livelli rispetto a quello di destinazione finale, si conviene che la retribuzione dell’apprendista sia determinata applicando la corrispondente percentuale.

– Per conseguire la qualifica professionale l’apprendista deve acquisire un’idonea formazione tecnico-professionale non inferiore a 80 ore medie annue.

– La formazione effettuata dall’apprendista e la qualifica professionale a fini contrattuali eventualmente acquisita devono essere registrate nel libretto formativo del cittadino.

PORTIERI – FEDERPROPRIETA’: firmato l’accordo

Firmato, il 14/3/2013, tra la FEDERPROPRIETA, l’UPPI, la CONFAPPI e la FESICA CONFSAL, la CONFSAL FISALS,  con l’assistenza della CONFSAL,  il CCNL per i dipendenti da proprietari di fabbricati, quale rinnovo di quello sottoscritto il giorno 27/6/2003, rinnovato il 10/6/2008. 

L’accordo decorre dall’1/7/2013 al 30/06/2015 anche se i minimi retrinutivi decorrono dall’1/7/2011, con conseguente corresponsione dei relativi arretrati.

Portieri con profilo professionale A1 (escluso il servizio di pulizia)

Dall’1/7/2011 Dall’1/7/2012 Dall’1/7/2013 Dall’1/7/2014
Salario minimo nazionale comprensivo di scala
mobile
1.008,00 1.026,00 1.044,00 1.063,00
Indennità supplementari:        
– per ogni 10 vani catastali o frazione superiore a 5
(oltre i 50 vani)
0,83 0,84 0,86 0,88
– per ogni ascensore o montacarichi 2,11 2,15 2,19 2,23
– per ogni scala oltre la prima 2,68 2,73 2,78 2,83
– per impianto citofonico con centralino interno 1,82 1,85 1,88 1,91
– appartamenti destinati esclusivamente ad uso
ufficio, ambulatorio , pensione, ecc. per ogni
appartamento
2,39 2,43 2,47 2,51
– indennità pulizia scala: per ogni piano a partire
dal 6° compreso
—- —- —- —-
– per pulizia cortili e/o spazi e verde e/o porticati
per superfici superiori a mq. 300, ogni 50 mq. O
frazione superiore a mq. 25
—- —- —- —-
– per pulizia ed innaffiamento spazi verde: per
superfici superiori a mq. 100, ogni 50 mq. O
frazione superiore a mq. 25
—- —- —- —-
– per servizio di esazione (percentuale sulle
somme riscosse)
0,50 0,50 0,50 0,50
– per la conduzione delle caldaie di riscaldamento
carbone, limitatamente al periodo di accensione
44,44 45,24 46,05 46,88
– per la conduzione delle caldaie di riscaldamento
gasolio, limitatamente al periodo di accensione
27,31 27,80 28,30 28,81
– per la conduzione delle caldaie di riscaldamento condizionamento con o senza orologio,
limitatamente al periodo di accensione
15,95 16,24 16,53 16,83
– indennità di ritiro raccomandate: per ogni unità
immobiliare ad uso non abitativo
2,17 2,21 2,25 2,29
Indennità intervento su ascensori: (per ogni
intervento)
2,40 2,44 2,48 2,52
2° ingresso 38,00 39,00 40,00 41,00
ulteriori ingressi oltre il 2° 28,00 29,00 30,00 31,00
indennità di apertura del portone (solo portieri con
alloggio)
—- —- —- —-
indennità di chiusura del portone (solo portieri co
alloggio)
—- —- —- —-
indennità di reperibilità (solo portieri con alloggio) —- —- —- —-
permessi retributivi (anche se non fruiti) h 50 h 50 h 50 h 50

Portieri con profili professionale A2 A3 (compreso il servizio di pulizia)

Dall’1/7/2011 Dall’1/7/2012 Dall’1/7/2013 Dall’1/7/2014
Salario minimo nazionale comprensivo di scala
mobile
1.122,00 1.142,00 1.163,00 1.184,00
Indennità supplementari:        
– per ogni 10 vani catastali o frazione superiore a 5
(oltre i 50 vani)
0,89 0,91 0,93 0,95
– per ogni ascensore o montacarichi 2,40 2,40 2,44 2,48
– per ogni scala oltre la prima 2,96 2,96 3,01 3,06
– per impianto citofonico con centralino interno 2,40 2,40 2,44 2,44
– appartamenti destinati esclusivamente ad uso
ufficio, ambulatorio , pensione, ecc. per ogni
appartamento
2,96 3,01 3,06 3,12
– indennità pulizia scala: per ogni piano a partire dal
6° compreso
3,59 3,65 3,72 3,79
– per pulizia cortili e/o spazi e verde e/o porticati per
superfici superiori a mq. 300, ogni 50 mq. o frazione
superiore a mq. 25
2,40 2,44 2,48 2,52
– per pulizia ed innaffiamento spazi verde: per
superfici superiori a mq. 100, ogni 50 mq. o frazione
superiore a mq. 25
2,40 2,44 2,48 2,52
– per servizio di esazione (percentuale sulle somme
riscosse)
0,50% 0,50% 0,50% 0,50%
– per la conduzione delle caldaie di riscaldamento
carbone, limitatamente al periodo di accensione
44,44 45,24 46,05 46,88
– per la conduzione delle caldaie di riscaldamento a
gasolio, limitatamente al periodo di accensione
27,31 27,80 28,30 28,81
– per la conduzione delle caldaie di riscaldamento condizionamento con o senza orologio,limitatamente aperiodo di accensione 15,95 16,24 16,53 16,83
– indennità di ritiro raccomandate: per ogni unità
immobiliare ad uso non abitativo
2,17 2,21 2,25 2,29
Indennità intervento su ascensori: (per ogni intervento) 2,40 2,44 2,48 2,52
2° ingresso 38,00 39,00 40,00 41,00
ulteriori ingressi oltre il 2° 28,00 29,00 30,00 31,00
indennità di apertura del portone (solo portieri con
alloggio)
—- —- —- —-
indennità di chiusura del portone (solo portieri con alloggio) —- —- —- —-
indennità di reperibilità (solo portieri con alloggio) —- —- —- —-
permessi retributivi (anche se non fruiti) h 50 h 50 h 50 h 50

Lavoratori con profili professionali B

Dall’1/7/2011 Dall’1/7/2012 Dall’1/7/2013 Dall’1/7/2014
B1 – Operaio specializzato 7,19 7,32 7,45 7,58
B2 – Operaio qualificato 6,83 6,95 7,08 7,21
B3 – Assistente bagnanti 6,83 6,95 7,08 7,21
B4 – Manutentore spazi a verdi 6,27 6,38 6,49 6,61
B5 – Pulitori 5,91 6,02 6,13 6,24

Lavoratori con profili professionali C

Dall’1/7/2011 Dall’1/7/2012 Dall’1/7/2013 Dall’1/7/2014
C1 1.803,55 1.836,01 1.869,06 1.902,70
C2 1.656,51 1.686,33 1.716,68 1.747,58
C3 1.453,18 1.479,34 1.505,97 1.533,08
C4 1.223,43 1.245,45 1.267,87 1.290,69

Lavoratori con profilo professionale D

Dall’1/7/2011 Dall’1/7/2012 Dall’1/7/2013 Dall’1/7/2014
D1     1.211,00 1.232,80

Viene introdotto un nuovo livello D per i lavoratori addetti alle mansioni assistenziali o mansioni di ausilio a quelle del portiere.
Tali livello si applica ai lavoratori che svolgono negli spazi condominiali o all’interno delle proprietà esclusive di uno o più condomini o nella propria abitazione se sia all’interno del condominio servizi per persone anziane autosufficienti, o servizi per l’assistenza all’infanzia o più in generale servizi di assistenza alla vita familiare in favore dei condomini o di alcuni di loro.
Per tale categoria:
– il lavoro straordinario diurno è retribuito con la normale paga oraria maggiorata del 20%.
– il lavoro straordinario notturno è retribuito con la normale paga oraria maggiorata del 40%
– il lavoro notturno, intendendosi per tale quello prestato fra le ore 22 e le ore 6 è retribuito con la normale paga oraria maggiorata del 30% se ordinario e o del 40% se straordinario
Per la determinazione della paga oraria si prende in considerazione la paga base e si divide per il coefficiente 173
La retribuzione per i profili D comprende:
1) lo stipendio mensile
2) eventuali indennità a carattere continuativo
3) scatti di anzianità
Gli scatti di anzianità sono biennali e determinati nel numero massimo di 18.
Ogni lavoratore, alla maturazione del proprio scatto, avrà diritto ad un importo di euro 8,50, salve le condizioni di maggior favore.
I datori di lavoro ed i lavoratori sono tenuti in caso di risoluzione del rapporto di lavoro a dare il preavviso di 1 meseII preavviso non è dovuto in caso di risoluzione del rapporto per giusta causa.
Per tutti gli altri istituti resta ferma la normativa gia vigente per gli altri livelli.

Sicurezza sul lavoro: le semplificazioni del “decreto fare”

Tra le misure di semplificazioni introdotte dal c.d. “decreto fare”, rilevanti sono quelle relative alla sicurezza sul lavoro.

In materia di contratti d’appalto o d’opera o di somministrazione, è prevista la possibilità, per il datore di lavoro committente, di elaborare un unico Documento di valutazione dei rischi che indichi le misure adottate per eliminare o, ove ciò non è possibile, ridurre al minimo i rischi da interferenze. Inoltre, limitatamente ai settori di attività a basso rischio infortunistico e con riferimento all’attività del datore di lavoro committente, quest’ultimo può individuare un proprio incaricato, in possesso di formazione, esperienza e competenza professionali, tipiche di un preposto, nonché di periodico aggiornamento e di conoscenza diretta dell’ambiente di lavoro, per sovrintendere alla cooperazione e al coordinamento degli interventi di protezione e prevenzione dai rischi cui sono esposti i lavoratori. Dell’individuazione dell’incaricato di cui al primo periodo o della sua sostituzione deve essere data immediata evidenza nel contratto di appalto o di opera.

Restando in materia di sicurezza sul lavoro, le aziende che operano nei settori di attività a basso rischio infortunistico, così come individuati con apposito decreto del Ministro del lavoro, da adottare, sentita la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro e previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano sulla base di criteri e parametri oggettivi desunti dagli indici infortunistici di settore dell’INAIL, possono attestare di aver effettuato la valutazione dei rischi con un modello semplificato.

Quanto alla formazione e all’aggiornamento previsti dalle norme in materia di sicurezza sul lavoro, in cui i contenuti dei percorsi formativi si sovrappongano, in tutto o in parte, a quelli previsti per il responsabile e addetti del servizio prevenzione e protezione, è riconosciuto credito formativo per la durata ed i contenuti della formazione e dell’aggiornamento corrispondenti erogati. Allo stesso modo, in tutti i casi di formazione ed aggiornamento previsti per dirigenti, preposti, lavoratori e rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza in cui i contenuti dei percorsi formativi si sovrappongano, in tutto o in parte, è riconosciuto il credito formativo per la durata e per i contenuti della formazione e dell’aggiornamento corrispondenti erogati.

Tempi più ristretti per le verifiche periodiche sulle attrezzature di lavoro. In particolare, è disposto che, la prima di tali verifiche è effettuata dall’INAIL che vi provvede nel termine di quarantacinque giorni dalla richiesta, decorso inutilmente il quale il datore di lavoro può avvalersi delle ASL o, ove ciò sia previsto con legge regionale, dell’agenzia regionale per la protezione ambientale (ARPA), ovvero di soggetti pubblici o privati abilitati. Le successive verifiche sono effettuate dalle ASL o, ove ciò sia previsto con legge regionale, dall’ARPA, che vi provvedono nei termine di trenta giorni dalla richiesta, decorso inutilmente il quale il datore di lavoro può avvalersi degli stessi soggetti pubblici o privati. L’INAIL, le ASL o l’ARPA hanno l’obbligo di comunicare al datore di lavoro, entro quindici giorni dalla richiesta, l’eventuale impossibilità ad effettuare le verifiche di propria competenza, fornendo adeguata motivazione.

Misure di semplificazione anche nei cantieri temporanei e mobili. Nello specifico, con decreto del Ministro, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da adottare sentita la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro e la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono individuati modelli semplificati per la redazione del piano operativo di sicurezza, del piano di sicurezza e di coordinamento e del fascicolo dell’opera contenente le informazioni utili ai fini della prevenzione e della protezione dai rischi cui sono esposti i lavoratori, fermi restando i relativi obblighi.

Abrogata, inoltre, a decorrere dal 180° giorno successivo alla data di entrata in vigore del decreto di cui all’art. 8, co. 4, del D.Lgs. n. 81/2008 – concernente la definizione delle regole tecniche per la realizzazione ed il funzionamento del SINP, nonché le regole per il trattamento dei dati – la previsione relativa alla comunicazione all’autorità locale di pubblica sicurezza (da parte del datore di lavoro), nel termine di due giorni, di ogni infortunio sul lavoro che abbia per conseguenza la morte o l’inabilità al lavoro per più di tre giorni.

Circa le prestazioni lavorative di breve durata, il “decreto fare” ha previsto misure di semplificazione degli adempimenti relativi all’informazione, alla formazione e alla sorveglianza sanitaria applicabili alle prestazioni che implicano una permanenza del lavoratore in azienda per un periodo non superiore a 50 giornate lavorative nell’anno solare di riferimento, al fine di tener conto, mediante idonee attestazioni, degli obblighi assolti dallo stesso o da altri datori di lavoro nei confronti del lavoratore durante l’anno solare in corso.

Soppressione certificazioni sanitarie. Per i lavoratori soggetti a sorveglianza sanitaria, sono abrogate le disposizioni concernenti l’obbligo dei certificati attestanti l’idoneità psico-fisica al lavoro in specifiche fattispecie. In particolare, la previsione riguarda:
– il certificato di sana e robusta costituzione richiesto dagli istituti scolastici;
– limitatamente alle lavorazioni non a rischio, il certificato di idoneità per l’assunzione di bambini ed adolescenti;
– il certificato medico comprovante la sana costituzione fisica per l’esercizio personale della farmacia, nonché dei dipendenti;
– il certificato di idoneità fisica per l’assunzione nel pubblico impiego;
– infine, quello richiesto per l’attività di maestro di sci.

IPOTESI DI ACCORDO 19/6/2013 PER I DIPENDENTI DELLE LAVANDERIE INDUSTRIALI

Firmata il 19/6/2013, tra ASSOSTISTEMA e FEMCA-CISL, FILCTEM-CGIL e UILTEC-UIL, l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto collettivo dei lavoratori dipendenti dalle imprese del sistema industriale integrato di beni e servizi tessili e medici affini. L’ipotesi, che sarà sottoposta al vaglio delle assemblee dei lavoratori del settore, decorre dal dall’1/7/2012 e scadrà il 30/6/2015.

Aumenti economici
Le parti concordano l’erogazione di complessivi € 120,00 lordi riparametrati prendendo come riferimento il modulo consolidato dell’Area operativa. Tale importo sarà distribuito con le seguenti modalità in 4 tranches sulla retribuzione di modulo nei tempi e le quantità di seguito specificate:

– 1/6/2013 – € 20,00 lordi mensili nella retribuzione contrattuale conglobata;

– 1/1/2014 – € 35,00 lordi mensili nella retribuzione contrattuale conglobala;

– 1/1/2015 – € 43,00 lordi mensili nella retribuzione contrattuale conglobata;

– 1/6/2015 – € 22,00 lordi mensili, nell’incentivo di modulo.

Parametri Retribuzione 1/6/2013 Retribuzione 1/1/2014 Retribuzione 1/1/2015 Incentivo di modulo 1/6/2015 Totale
249 40,49 70,85 87,05 44,54 242,93
249 40,49 70,85 87,05 44,54 242,93
194 31,54 55,20 67,82 34,70 189,27
161 26,18 45,81 56,28 28,80 157,07
158 25,69 44,96 55,24 28,26 154,15
136 22,11 38,70 47,54 24,33 132,68
126 20,49 35,85 44,05 22,54 122,93
123 20,00 35,00 43,00 22,00 120,00
115 18,70 32,72 40,20 20,57 112,20
100 16,26 28,46 34,96 17,89 97,56

Pertanto alle date indicate il minimo contrattuale sarà il seguente

 

Livello 1/6/2013 1/1/2014 1/1/2015
Area Tecnica Consolidato 1.609,92 1.679,77 1.766,82
Area Direttiva Centrato 1.609,92 1.679,77 1.766,82
Area Tecnica Centrato 1.357,89 1.413,09 1.480,91
Area Tecnica Base 1.186,04 1.231,85 1.288,13
Area Qualificata Consolidato 1.122,99 1.167,95 1.223,19
Area Qualificata Centrato 1.012,37 1.051,07 1.098,61
Area Qualificata Base 954,05 989,90 1.033,95
Area Operativa Consolidato 929,47 964,47 1.007,47
Area Operativa Centrato 863,21 895,93 936,13
Area Operativa Base 710,18 738,64 773,60

Vacanza contrattuale
Con la retribuzione relativa alla mensilità di giugno 2013 sarà erogata ai dipendenti una “una tantum” di € 200,00 lordi – da riparametrare al modulo consolidato/area operativa – per la copertura economica del periodo di tempo intercorso dalla scadenza del contratto precedente (1/7/2012 – 31/5/2013). L'”una tantum” assorbirà eventuali quote già corrisposte a tale fine dalle aziende. Questa “una tantum” sarà erogata ai lavoratori in forza al 31/5/2013, con riduzione proporzionale per i casi di part-time, aspettativa a qualsiasi titolo, assenza facoltativa post-partum, assunzione nel periodo dall’1/7/2013 cassa integrazione guadagni a zero ore. L’importo “una tantum” è omnicomprensivo, non utile, agli effetti del computo di nessun istituto contrattuale né del T.F.R.

Livello Importo
Area Operativa Base 162,60
Area Operativa Centrato 186,99
Area Operativa Consolidato 200,00
Area Qualificata Base 204,88
Area Qualificata Centrato 221,14
Area Qualificata Consolidato 256,91
Area Tecnica Base 261,79
Area Tecnica Centrato 315,45
Area Tecnica Consolidato 404,88
Area Direttiva Centrato 404,88

Premio variabile
A sostegno della contrattazione di secondo livello, una quota annua, erogabile con le regole del premio variabile previste dall’art. 8 del CCNL e le modalità definite negli specifici accordi aziendali, nelle seguenti quantità lorde:

– € 198,00 per il 2013;
– € 264,00 per il 2014;
– € 110,00 per il 2015.

Gli importi sono aggiuntivi ai premi già esistenti o sono la base per quelli di nuova definizione. Gli obiettivi a cui legare tali incrementi saranno definiti a livello aziendale e potranno anche essere diversi da quelli già in atto.
Ai lavoratori dipendenti da aziende che non abbiano utilizzato, entro il mese di novembre per il 2013 e per il 2014 ed entro il mese di maggio del 2015, la quota annua destinata alla contrattazione di secondo livello, sarà riconosciuto un elemento salariale aggiuntivo pari agli stessi importi annuali sopra definiti da erogare entro il mese successivo a tale termine ovvero entro dicembre per il 2013 e 2014 ed entro giugno del 2015. In tal caso gli importi lordi sono da considerarsi utili per il calcolo della maturazione di tutti gli istituti retributivi diretti ed indiretti contrattuali e di legge.

Elemento di perequazione
E’ previsto allo scopo di estendere la contrattazione di secondo livello, pertanto nel caso di assenza della stessa, entro il mese di novembre di ciascun anno verrà erogato con la retribuzione mensile di dicembre una somma lorda annua a titolo perequativo onnicomprensiva e non incidente sul T.F.R. per un importo pari ad a Euro 120,00 per l’anno 2013 e 2014 ed Euro 200,00 per l’anno 2015.

Contratto a tempo determinato
Conformemente alle novità in materia introdotte dalla legge n. 92/2012, le Parti stabiliscono che il contratto a termine può essere rinnovato una o più volte a condizione che tra la scadenza di un contratto e la decorrenza del successivo intervenga un intervallo di almeno 60 giorni, se il contratto precedente è inferiore o pari a sei mesi, e di 90 giorni se il contratto precedente è superiore a sei mesi. Tali periodi di intervallo si riducono, rispettivamente, a 20 giorni e 30 giorni nei casi in cui l’assunzione a termine avvenga nell’ambito della stagionalità ovvero nell’ambito di un processo organizzativo determinato: dall’avvio di una nuova attività; dal lancio di un prodotto o di un servizio innovativo;dall’implementazione di un rilevante cambiamento tecnologico; dalla fase supplementare di un significativo progetto di ricerca e sviluppo; dal rinnovo o dalla proroga di una commessa consistente. Ulteriori casi di riduzione degli intervalli temporali tra la fine di un contratto a termine e la stipula del successivo potranno essere concordati tra la Direzione aziendale e la RSU.
Le parti hanno, inoltre, introdotto la possibilità di stipulare il primo contratto anche senza causale per una durata massima di 12 mesi non prorogabili ed hanno anche stabilito che non si computano ai fini dei 36 mesi i contralti a termine stipulati per far fronte ad esigenze stagionali nelle imprese il cui carattere di stagionalità sia riconosciuto dalle Rsu, Rsa o in assenza dalle OO.SS. territoriali, aderenti alle associazioni di rappresentanza dei lavoratori maggiormente rappresentative sul piano nazionale, mediante apposito accordo di recepimento dell’avviso comune per la disciplina delle deroga di cui all’art. 5, comma 4-bis e 4-ter, del D.Lgs. n. 368/2001, così come modificato dalla legge n. 247/2007 costituente l’allegato n. 10 del presente contratto.

Norme per il licenziamento
Le parti, in ottemperanza alle modifiche introdotte dalla legge n. 92/2012 in materia, stabiliscono che a decorrere dall’1/1/2013, in tutti i casi di licenziamento di un lavoratore assunto a tempo indeterminato, il datore di lavoro è tenuto a versare all’Inps una somma pari al 41% del tetto massimale Aspi per ogni dodici mesi di anzianità aziendale negli ultimi tre anni. Inoltre, a decorrere dall’1/1/2017, nei casi di licenziamento collettivo in cui la dichiarazione di eccedenza del personale di cui all’art. 4, comma 9, della legge 23/7/1991, n. 223, non abbia formato oggetto di accordo sindacale, il contributo di cui al comma precedente è moltiplicato per tre volte.

Malattia
Le parti, in caso di gravi patologie oncologiche o malattie equivalenti, dalle quali risultino effetti invalidanti di terapie salvavita, attestate da certificato della divisione sanitaria competente, riconoscono, ove venisse a cessare il trattamento mutualistico INPS, una indennità pari al 100% della retribuzione normale di fatto, per i periodi di malattia eccedenti il 6° mese compiuto e fino al termine del periodo di conservazione del posto di cui all’art. 62 – Parte Generale.

ACCORDO DI RINNOVO PER I FOTOLABORATORI CONTO TERZI

Sottoscritto, il giorno 17/6/2013, tra l’Associazione Fotolaboratori Italiani Conto Terzi e la SLC-CGIL, la FISTEL-CISL e la UILCOM-UIL, il verbale di accordo per il rinnovo del CCNL per i dipendenti dei fotolaboratori conto terzi, con decorrenza dall’1/7/2013 al 30/6/2016.

Le parti firmatarie, dopo aver rivisitato la classificazione del personale allo scopo di adeguarla alle ultime evoluzioni tecnologiche realizzatesi nel settore, hanno previsto il seguente

Trattamento economico

Aumento dei minimi contrattuali

Livelli Aumento 1/7/2013 Aumento 1/7/2014 Aumento 1/7/2015 TOTALE
1 56,29 42,22 42,22 140,73
2 50,79 38,09 38,09 126,97
3 44,91 33,68 33,68 112,27
4 40,00 30,00 30,00 100,00
5 35,37  26,53 26,53 88,43
6 30,41 22,81 22,81 76,03
7 25,58 19,18 19,18 63,94

Nuovi minimi contrattuali

Qualificati

Livello Minimo 1/7/2013 Minimi 1/7/2014 Minimi 1/7/2015
1 1.257,92 1.300,14 1.342,36
2 1.134,96 1.173,05 1.211,14
3 1.003,61 1.037,29 1.070,97
4 893,84 923,84 953,84
5 790,37 816,90 843,43
6 679,61 702,42 725,23
7 571,51 590,69 609,87

Tredicesima mensilità per i lavoratori assunti dal 1/1/2013
– Per i lavoratori operai assunti a decorrere dall’1/1/2013 la gratifica natalizia viene stabilita per ciascun anno nella misura di 173 ore per i primi 4 anni di servizio.

– Per i lavoratori impiegati assunti a decorrere dall’1/1/2013 l’azienda corrisponderà una tredicesima mensilità pari a 26/26mi della retribuzione per i primi 4 anni di servizio.

Apprendistato Professionalizzante

E’ stato inserito nell’accordo di rinnovo anche il nuovo articolo sull’Apprendistato professionalizzante in armonia con le disposizioni contenute nel D.Lgs. 167/2011 e s.m.i.

Destinatari
Possono essere assunti con contratto di apprendistato professionalizzante i giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni. Per i soggetti in possesso di una qualifica professionale conseguita ai sensi del D.Lgs. 17/10/2005 n. 226 il contratto di apprendistato professionalizzante può essere stipulato a partire dai 17 anni di età.
Ai fini della loro qualificazione o riqualificazione professionale è possibile assumere in apprendistato i lavoratori in mobilità.
Per essi trovano applicazione, in deroga alle previsioni di cui all’art. 2 c. 1 – D.Lgs. 167/2011, le disposizioni in materia di licenziamenti individuali di cui alla Legge 604/1966 nonché il regime contributivo agevolato di cui all’art. 25, c. 9, Legge 223/1991 e l’incentivo di cui all’art. 8 c. 4 della medesima legge.
Il numero complessivo di apprendisti che un datore di lavoro può assumere con contratto di apprendistato, direttamente o indirettamente per il tramite delle agenzie di somministrazione di lavoro ai sensi dell’art. 20 c. 3 D.Lgs. 276/2003, a decorrere dal 1° gennaio 2013 non può superare il rapporto di 3 e 2 rispetto alle maestranze specializzate e qualificate in servizio presso il datore di lavoro stesso, a meno che non si tratti di datori di lavoro con meno di 10 dipendenti per i quali il rapporto è di 1 a 1.

 

Durata, retribuzione ed inquadramento
La durata massima del contratto di apprendistato è di 3 anni. La durata minima del contratto di apprendistato è di 6 mesi a meno che si tratti di svolgimento di attività stagionali.
La retribuzione dell’apprendista viene determinata dalle percentuali di seguito riportate del minimo, ex indennità di contingenza ed EDR del livello di attestazione finale.
 

Durata Triennale %
1° anno 70%
2° anno 80%
3° anno 90%

Le parti, nel definire i profili formativi e le relative competenze, prevedono il contratto di apprendistato per i livelli finali dal 5° al 1°, per le qualifiche sia impiegatizie sia operaie.

Figure professionali
Per quanto riguarda le figure professionali da formare tramite l’apprendistato vengono individuate le seguenti:

OPERAI
– addetti alla produzione
– addetti alla manutenzione
– operatori su macchine complesse, impaginazione grafica
– addetto ai servizi generali – magazzino

 IMPIEGATI
– addetto amministrativo
– addetto al personale
– addetto ai sistemi informatici, sviluppo software
– addetto commerciale, marketing
– addetto alla grafica e al web design.

Formazione
La formazione professionalizzante sarà non inferiore a 80 ore medie annue retribuite (ivi compresa la formazione teorica iniziale relativa al rischio specifico prevista dall’accordo Stato-Regioni del 21/12/2011), e potrà essere svolta anche on the job, in affiancamento, con esercitazioni di gruppo, testimonianze, action learning, visite aziendali ecc.. La formazione professionalizzante potrà essere integrata dall’offerta formativa pubblica, laddove esistente, ai sensi di quanto previsto dal comma 3 dell’art. 4 del D.Lgs. 167/2011.
Per ciascun anno dovrà, comunque, essere effettuato un numero di ore di formazione non inferiore all’80% del monte ore annuo.
I percorsi formativi aziendali possono essere finanziati utilizzando le risorse di Fondimpresa e attraverso accordi con le Regioni.
Le funzioni di tutor o di referente aziendale, come previsto dalla legge, possono essere svolte da un lavoratore designato dall’azienda che abbia una professionalità adeguata relativamente alle conoscenze e competenze che l’apprendista deve acquisire.
Nelle imprese fino a 15 dipendenti la funzione di tutor o di referente aziendale può essere svolta direttamente dal datore di lavoro.

Inail: istruttoria per le malattie professionali

Con la nota del 7 giugno 2013 n. 5056 l’INAIL chiarisce che il datore di lavoro è obbligato a fornire all’Istituto tutte le notizie concernenti la valutazione del rischio con la conseguenza che in caso di ingiustificato rifiuto è prevista l’irrogazione di apposita sanzione.

È stato posto all’attenzione dell’INAIL che in alcune Regioni si sta diffondendo la prassi di inviare, anche agli assicurati, questionari finalizzati all’acquisizione di dati e informazioni riguardanti l’esposizione dell’assicurato al rischio lavorativo.
Sull’argomento, l’INAIL ribadisce che il citato flusso istruttorio preveda che tutta la documentazione relativa alla valutazione del rischio sia richiesta unicamente ai datori di lavoro ai quali, peraltro, devono essere somministrati i relativi questionari. Ciò, anche in considerazione del fatto che gli assicurati raramente sono in possesso di informazioni che, in quanto attinenti al rischio professionale, rientrano nel patrimonio di conoscenze delle aziende in cui si svolgono i cicli produttivi.
Inoltre, fermo restando che l’invio dei questionari ai datori di lavoro continua ad essere un valido strumento di supporto per la corretta e completa istruttoria delle denunce di malattie professionali, la mancata acquisizione delle notizie in essi richieste, non può costituire di per sé motivo di chiusura negativa della pratica, dal momento che l’istruttoria della stessa deve essere comunque completata.
L’INAIL, pertanto, dispone che gli eventuali casi chiusi negativamente a causa della mancata compilazione dei questionari da parte degli assicurati vengano riesaminati alla luce delle presenti istruzioni.

Collocamento disabili nelle aziende di vigilanza, prevenzione e primo intervento antincendio

 

Con riferimento alle aziende che svolgono attività di vigilanza, prevenzione e primo intervento antincendio, la determinazione della base di computo, ai fini del rispetto degli obblighi occupazionali del personale disabile, deve effettuarsi, in linea di prinicipio, secondo gli ordinari criteri di calcolo.

Le norme per il collocamento dei lavoratori diversamente abili si applicano al solo personale impiegato in ruoli di tipo amministrativo, per quanto concerne i servizi di polizia, protezione civile e difesa nazionale. Ciò premesso, tale limitazione non può riferirsi anche alle aziende che svolgono attività di vigilanza, prevenzione e primo intervento antincendio, sia in ambito “terrestre” – ovvero presso teatri, musei, impianti sportivi, mostre, congressi e manifestazioni in genere ed impianti industriali – sia nei settori demaniale, marittimo e aeroportuale, ivi comprese le navi ed i natanti in genere.
In particolare, la limitazione è dettata in considerazione delle modalità di svolgimento delle attività di polizia, protezione civile e difesa nazionale, le quali risultano strettamente connesse a situazioni di emergenza, nonché volte alla salvaguardia di interessi di carattere generale costituenti espressione di valori costituzionali quali, tra gli altri, l’incolumità e l’ordine pubblico, la salute e la salubrità ambientale. Sicchè, nonostante i servizi specialistici di prevenzione e primo intervento antincendio possano essere assimilati alle attività contemplate nell’ambito dei servizi di polizia, sarebbe possibile l’estensione della disposizione solo laddove le aziende in questione espletino l’attività di vigilanza in via esclusiva. Peraltro, le attività citate si estrinsecano perlopiù nell’espletamento di mansioni di semplice attesa e custodia.

Tirocini extra-curriculari all’estero: la disciplina applicabile

La disciplina applicabile ai tirocini formativi e di orientamento non curriculari da espletarsi in territorio straniero, nonché al di fuori dei confini nazionali ma in territorio italiano.

Nell’ordinamento nazionale, il tirocinio non curriculare è concepito come strumento rivolto a soggetti che abbiano già assolto l’obbligo scolastico, finalizzato a realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro e ad agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro e che possono aver luogo nell’ambito di percorsi di inserimento/reinserimento lavorativo. Il quadro normativo che disciplina l’istituto, tuttavia, non è del tutto compatibile con le fattispecie di tirocini formativi e di orientamento non curriculari da espletarsi in territorio straniero, nonché al di fuori dei confini nazionali ma in territorio italiano, quali ad esempio i tirocini attivati presso le ambasciate.
Per esse, trova evidentemente applicazione, in virtù del principio di territorialità, la normativa del Paese estero dove viene realizzato il tirocinio stesso o specifiche convenzioni tra l’Italia ed il Paese estero. Tuttavia, nel caso di tirocini non curriculari, svolti presso le ambasciate ovvero all’esterno dei confini nazionali, ma in territorio italiano, non può trovare applicazione il principio di territorialità e tantomeno è rintracciabile una disciplina regionale di riferimento. In questa ultima ipotesi, appare possibile configurare una fattispecie di tirocinio “sui generis” regolata anzitutto dalla convenzione tra soggetto promotore e soggetto ospitante.

Siglato l’accordo di rinnovo delle Istituzioni Socio Assistenziali – Anffas

 

 

Sottoscritto il 10/6/2013, tra l’ANFFAS ONLUS e la FP-CGIL, la CISL-FP, la UIL-FPL, il Contratto Collettivo Integrativo Nazionale per le lavoratrici ed i lavoratori dipendenti dalle strutture associative dell’ANFFAS.

Tale accordo ha definito i seguenti contenuti:

Contratto di apprendistato
L’istituto del contratto di apprendistato rientra tra le forme di lavoro a tempo indeterminato finalizzato alla formazione ed alla occupazione dei giovani ed è valido strumento per il raggiungimento delle capacità lavorative necessarie al passaggio dal sistema scolastico a quello lavorativo.

Ammissibilità:
L’apprendistato professionalizzante è ammesso per tutte le qualifiche e le mansioni previste nella classificazione del personale comprese:
– nelle categorie A, B, C alle posizioni 1 e 2;
– nella categoria D, E, F alla posizione 1 e con esclusione delle funzioni di medico e di psicologo.

Riconoscimento precedenti periodi di apprendistato:
Il periodo di apprendistato effettuato presso altre aziende, le ore di formazione per l’acquisizione di competenze base e trasversali e le ore di formazione professionalizzante saranno computate presso il nuovo datore, anche ai fini dell’assolvimento degli obblighi formativi, purché per la formazione professionalizzante, l’addestramento si riferisca alle stesse attività e non sia intercorsa, tra un periodo e l’altro, una interruzione superiore ad un anno.

Trattamento economico:
Il trattamento economico per gli apprendisti è determinato applicando le percentuali sotto indicate sul minimo contrattuale conglobato mensile relativo alle posizioni economiche in cui è inquadrata la mansione professionale da conseguire:
– per contratti di durata fino a 18 mesi:
   – dal 1° al 9° mese: 85% della posizione economica della qualifica da conseguire;
   – dal 10° al 18° mese: 90% della posizione economica della qualifica da conseguire.
– per contratti di durata fino a 24 mesi:
   – dal 1° al 12° mese: 85% della posizione economica della qualifica da conseguire;
   – dal 13°al 24° mese: 90% della posizione economica della qualifica da conseguire.

– per contratti di durata fino a 36 mesi:
   – dal 1° al 18° mese: 85% della posizione economica della qualifica da conseguire;
   – dal 19° al 36° mese: 90% della posizione economica della qualifica da conseguire.

Alla fine dell’apprendistato la posizione economica di inquadramento sarà quella corrispondente alla qualifica eventualmente conseguita.

Durata dell’apprendistato:
Il rapporto di apprendistato si estingue in relazione alle qualifiche da conseguire secondo le scadenze espresse in mesi per le seguenti categorie:

Categoria Durata
A 18 mesi
B – C 24 mesi
D-E-F 36 mesi

La durata del contratto instaurato nei confronti degli operatori socio sanitari effettivamente operanti in servizi e strutture socio sanitarie (C2) viene ridotta a 18 mesi, con la seguente progressione retributiva:
– dal 1° al 9° mese: 85%;
– dal 10° al 18° mese: 90%.

Durata della formazione:
L’impegno formativo dell’apprendista è determinato, per l’apprendistato professionalizzante in un monte ore di formazione interna o esterna all’azienda, secondo quanto definito all’interno dei percorsi formativi relativi ai profili professionali.
Per il contratto di apprendistato per la qualifica ed il diploma professionale e per il contratto di apprendistato di alta formazione di ricerca, le parti attueranno quanto sarà definito in materia dalla normativa nazionale e dalle Regioni.
Le attività formative, strutturate in forma modulare, sono articolate in contenuti a carattere trasversale di base e contenuti a carattere professionalizzante di tipo tecnico ed operativo, tra loro connessi e complementari finalizzati alla comprensione dei processi lavorativi.

Contratto a tempo determinato:
Il ricorso al contratto di lavoro a tempo determinato è consentito a fronte di ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo, anche se riferibili alla ordinaria attività del datore di lavoro.
Il primo contratto di lavoro a termine di durata non superiore a dodici mesi può essere stipulato anche in assenza delle ragioni di ordine tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo.
Non è ammessa l’assunzione di personale a tempo determinato per sopperire a carenza stabili dell’organico e, comunque, in specifici casi previsti dalla contrattazione nazionale.
Il termine finale del contratto può essere prorogato, per una sola volta, quando il contratto iniziale ha una durata inferiore a tre anni e con il consenso della lavoratrice e del lavoratore. La proroga è ammessa quando sussistono ragioni oggettive e si riferisce alla stessa attività lavorativa per la quale era stato stipulato il contratto iniziale.
Se il contratto a tempo determinato ha durata inferiore a mesi sei la lavoratrice o il lavoratore potrà essere riassunto con un nuovo contratto a tempo determinato non prima di giorni venti dalla data di scadenza del primo contratto.
Se il contratto a tempo determinato ha durata superiore a mesi sei la lavoratrice o il lavoratore potrà essere riassunto con un nuovo contratto a tempo determinato non prima di giorni trenta dalla data di scadenza del primo contratto.
Qualora il rapporto di lavoro abbia complessivamente superato i 36 mesi, comprensivi di proroghe e rinnovi, indipendentemente dai periodi di interruzione che intercorrono tra un contratto e l’altro, il rapporto di lavoro si considera a tempo indeterminato a partire dalla scadenza dell’ultimo termine.
Se il rapporto di lavoro prosegue dopo la scadenza del termine inizialmente fissato o successivamente prorogato, il datore di lavoro deve corrispondere alla lavoratrice o al lavoratore una maggiorazione della retribuzione complessiva pari al 20% fino al decimo giorno successivo alla scadenza, e pari al 40% per ogni giorno ulteriore.
La percentuale delle lavoratrici e dei lavoratori assunti con contratto a tempo determinato non può essere superiore al 15% del personale assunto a tempo indeterminato. Tale percentuale potrà essere ridefinita dal confronto tra le parti a livello aziendale fino ad un limite del 30%.