Auto elettriche: non c’è obbligo di fattura per i corrispettivi di ricarica



Con la Risposta ad interpello n. 149/2019, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che, ai fini fiscali, i corrispettivi del servizio di ricarica dei veicoli elettrici effettuata mediante colonnine ubicate in luoghi pubblici o privati ma comunque fruibili al pubblico, dotate di specifiche caratteristiche di automazione, devono essere certificati mediante memorizzazione elettronica e trasmissione telematica. È escluso quindi l’obbligo di emissione della fattura.


IL CASO


L’impresa ha chiesto chiarimenti sulle modalità di certificazione dei corrispettivi relativi al servizio di ricarica di veicoli elettrici erogato tramite colonnine poste in luoghi pubblici o privati accessibili al pubblico.
In particolare, il servizio è erogato sia su base contrattuale, in funzione dei consumi effettuati dai clienti e con fatturazione su base mensile, sia (in assenza di abbonamenti) attraverso pagamento diretto alla colonnina.
I servizi di ricarica erogati in assenza di contratto sono fruibili esclusivamente da quei clienti finali che siano dotati di smartphone e tablet abilitati al traffico Internet.
Il servizio di ricarica richiede che il cliente finale:
– scansioni il QR-code presente sulla colonnina scelta per la ricarica elettrica;
– avvii una applicazione di riconoscimento del QR-code;
– acceda ad Internet e, tramite reindirizzamento, si colleghi al portale Internet gestito dall’istante, dove è presente un interfaccia per l’inserimento dei dati necessari all’emissione della fattura relativa alla ricarica elettrica;
– compiuta l’operazione di inserimento dati, il cliente accede ad una successiva schermata in cui può verificare lo stato di disponibilità della colonnina di ricarica e può decidere la durata ed il costo della ricarica stessa;
– infine il cliente deve inserire i dati della carta di credito o del conto PayPal da quale viene prelevata la somma per il pagamento della ricarica.
I consumi di energia elettrica legati all’erogazione del servizio di ricarica, così come i pagamenti da parte degli utenti finali del servizio, sono tutti tracciati da contabilizzatori e piattaforme di sistemi di pagamento digitali.


PARERE DEL FISCO


Preliminarmente, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che le modalità di svolgimento dell’attività, configurano un’ipotesi di erogazione di prodotti e servizi tramite “distributori automatici”.
Secondo la nozione fiscalmente rilevante, infatti, si considera “distributore automatico, un apparecchio che, su richiesta dell’utente, eroga prodotti e servizi ed è costituito almeno dalle seguenti componenti hardware, garantendo un collegamento automatico tra loro:
– uno o più sistemi di pagamento;
– un sistema elettronico (dotato di un processore e una memoria) capace di processare i dati delle transazioni e memorizzarli;
– un erogatore di beni e/o servizi”.


In tema di certificazione dei corrispettivi, peraltro, dal 1° aprile 2017 le cessioni di beni e le prestazioni di servizi sono soggette agli adempimenti di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate dei dati dei corrispettivi giornalieri se effettuate mediante “distributori automatici” che presentano le seguenti caratteristiche tecniche:
– una o più “periferiche di pagamento”;
– un “sistema master”, ossia un sistema elettronico dotato di CPU e memoria, capace di raccogliere i dati dalle singole periferiche di pagamento e memorizzarli;
– un erogatore di prodotti o servizi;
– una “porta di comunicazione” capace di trasferire digitalmente i dati ad un dispositivo atto a trasmettere gli stessi al sistema dell’Agenzia delle Entrate.


Considerate le caratteristiche tecniche delle colonnine di ricarica e il grado di automazione del processo di erogazione del servizio, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che la fattispecie rappresentata costituisce a tutti gli effetti un’ipotesi di erogazione di beni e servizi mediante distributori automatici soggetta all’obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate dei dati dei corrispettivi giornalieri (in sostituzione delle ordinarie modalità di certificazione dei corrispettivi – ricevuta fiscale o scontrino fiscale), fermo restando l’obbligo di emissione della fattura su richiesta del cliente.
A fronte della mancata attivazione degli adempimenti di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi, l’Agenzia delle Entrate ha precisato, inoltre, che tale obbligo non ricorre se i corrispettivi sono certificati mediante fattura (elettronica tramite SdI dal 1° gennaio 2019).
Qualora, però, il servizio di ricarica sia erogato mediante colonnina in uso al singolo privato (non accessibile al pubblico), i corrispettivi relativi devono essere certificati mediante emissione di fattura.